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Capitolo 14 di 28

Scritto il 17/07/2026
da ERIKA COTZA


⏱ ~1 min

Andrea

Non sono uno stronzo.

Non lo sono mai stato, neanche da adolescente quando si fanno le peggior stronzate.

Mi ritengo un brav’uomo perché, al contrario di molti, mi sono sempre comportato bene col gentil sesso.

Tranne quando ho già una relazione e loro cercano di farmi cedere alle loro avance.

Ecco, questo mi fa girare i coglioni e mi incazzo da morire.

Certe donne non hanno un minimo rispetto per te, sei solo un pezzo di carne che può soddisfarle.

Ma non Carla.

Lei, pur desiderandomi, non ha mai osato fare un passo falso verso di me. In effetti, ora che ci penso, non ha mai fatto passi, di nessun genere.

Sono sempre stato io a cercarla, perché abbiamo un bell’affiatamento e mi piace stare in sua compagnia.

E sì, lo ammetto, da quando l’ho scoperto mi fa gongolare questa infatuazione che ha nei miei confronti.

Ma quando Jalil mi portato nella Secret e mi fatto aprire gli occhi su di lei e su ciò che prova veramente, ho deciso di smetterla di comportarmi da idiota.

Chiederle se la nostra amicizia fosse un problema è stata solo una conferma a ciò che mi aveva detto lui.

Negli occhi di Carla ho letto un maremoto di emozioni, prima che mi mentisse.

E ho sentito una fitta al petto realizzando che rischiavo di illuderla con i miei modi di fare.

Non mi andava di farla soffrire.

Non voglio che accada.

Cristo, odio comportarmi così con lei.

Odio tenerla lontana.

Odio evitarla.

Ma è necessario.

Per il suo bene e per il mio, perché standole vicino mi sento vivo. Fin troppo.

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