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Capitolo 15 di 28

Scritto il 22/07/2026
da ERIKA COTZA


⏱ ~6 min

Sono stufa.

Stufa di essere depressa e stufa di venir trattata da Andrea come se fossi un'appestata.

Pretendo spiegazioni per questi atteggiamenti e modi di fare e le voglio adesso!

Aspetto che finisca di fotografare Philip attraverso l'acqua corrente della pompa, poi lo raggiungo e gli chiedo se può venire nella Secret con me.

All'inizio è titubante, ma alla fine cede.

Entriamo dentro la casetta e ci accorgiamo subito di una piccola modifica: c'è un divano in tessuto rosso di fronte alla vetrata.

“Mi avranno letto nel pensiero?”

Ci sprofondo sopra, trovandolo molto comodo, ma Andrea non mi segue.

«Vieni?» lo invito, dando due pacche sulla morbida stoffa della seduta.

Rifiuta, incrociando le braccia al petto nudo e rimanendo immobile in piedi, con gli occhi scuri che mi scrutano in attesa di ciò che voglio dirgli.

Sospiro triste. «Perché mi stai facendo questo?»

Distoglie lo sguardo per fissare l'orizzonte, prima di parlare «È meglio così, Carla. Lo faccio per te.»

«Mi sembra che io non te l'abbia chiesto» dico dura.

«È vero, ma vedo ciò che provi. Non è una cottarella innocente la tua, è molto di più e io non voglio che tu soffra.»

Tum tum tum.

Se n’è accorto.

Tum tum tum.

Era questione di tempo.

Tum tum tum.

Decido di abbassare le difese.

Basta barriere.

Basta tutto.

«Soffro se mi stai lontana. Soffro se mi eviti. Rimaniamo amici, Andrea, almeno qui dentro. Poi prometto che sparirò dalla tua vita.»

Chiude le palpebre per almeno trenta secondi, prima di lasciarsi andare sul divano accanto a me. «Non voglio che tu sparisca» bisbiglia, talmente piano da sentirlo appena.

«Hai una ragazza fuori e dubito sarebbe contenta che io ti giri intorno.»

Sospira, annuendo.

Allungo la mano. «Amici solo qui.»

Mi guarda a lungo, prima di stringermela. «Amici solo qui» ripete.

 


 

È passato un altro mese e mezzo e anche Noah, Chéng e Diana sono stati eliminati.

Sono cambiate molte cose dal primo giorno.

Francesca e Giovanni, per esempio, sono ufficialmente una coppia e per loro ammissione, anche grazie alla vittoria di una notte nella Secret, hanno consumato.

Abbiamo riso parecchio quando Jalil, serissimo, ha esclamato che non userà mai più quel divano.

E, in effetti, bleah!

Federica si è molto unita a Philip e ultimamente è più tollerabile, anche se tra me, lei e Andrea non scorre buon sangue. Ci sopportiamo per il bene comune e va bene così.

Mentre io e Andrea, dopo quella stretta di mano, siamo tornati amici. Passiamo molto tempo insieme a ridere e scherzare, ma anche a parlare di cose più serie.

È un bravo ascoltatore e mi capita spesso di sfogarmi con lui quando la nostalgia di casa si fa sentire.

Mi manca tanto Viola e lui, con la sua voce calda e la sua dolcezza, mi aiuta sempre a star meglio.

Certo, in questi momenti, c'è sempre un piccolo tarlo che si insinua in me a ricordarmi che non stiamo assieme.

Che non mi ama.

Che ha un'altra.

Ma cerco di non pensarci.

«Carly, puoi venire nella Secret?»

Mi stavo preparando per iniziare a cucinare la cena, quando Andre mi ha fatto sobbalzare con questa domanda.

Alzo un sopracciglio, preoccupata, e lui sorride scuotendo la testa per tranquillizzarmi.

«Va bene» acconsento.

Raggiungiamo la casetta, ci chiudiamo dentro e, divertiti, evitiamo il divano sedendoci per terra.

«Cosa mi devi dire?» gli chiedo, accorgendomi che è già passato un minuto e non ha ancora fiatato.

«Ti devo fare una confessione, ma non deve uscire di qui.»

Osservo la sua mascella contratta, gli occhi fissi sull'orizzonte, la barba sempre più lunga, quel labbro superiore nascosto dai baffi, che ogni notte sogno di sentire su di me, e il mio cuore salta un battito. «Certo, dimmi» sussurro.

Rimane in silenzio per un altro po’, poi chiude gli occhi e parla. «Se non fossi impegnato, ci proverei con te.»

Tum tum tum.

Deglutisco a vuoto.

Tum tum tum.

"Che cosa?"

Tum tum tum.

«Davvero?»

I suoi occhi si spostano su di me, fissandomi con una tale intensità da farmi tremare dall'emozione. «Sì, davvero» risponde serio.

Tum tum tum.

«Ma com'è possibile?»

Un angolo della sua bocca si solleva. «Sei perfetta, Carly.»

«Credo che il sole ti abbia bruciato le sinapsi» commento, per mascherare il turbinio di farfalle che sento nello stomaco.

Scuote la testa, divertito. «Sei bella, dolce, gentile, simpatica, intelligente e non ti arrendi mai. Non ti ho mai sentita lamentare per il lavoro che c’è da fare, anzi, sei una delle prime persone che si alza pur di farci trovare la colazione pronta. Sul serio, Carla, sei perfetta.»

Tum tum tum.

Non riesco a sostenere il suo sguardo e lo abbasso imbarazzata. «Grazie.»

«Prego. È la verità.»

Mi porto una lunga ciocca dietro l’orecchio, prima di lasciarmi sfuggire: «Se non fossi impegnato, ci avrei provato io per prima. Sto impazzendo.»

Avvampo. “Oddio! Ma cosa mi è preso?”

Sto flirtando con lui? Con un uomo impegnato?

Anche se, accidenti, sarebbe perfetto per me!

Sorride appena. «Non dirlo a me.» Mi mostra i segni che le sue unghie stanno lasciando sulla pelle delle sue stesse cosce. «Mi sto facendo del male per non baciarti, qui, dove nessuno può vederci.»

Tum tum tum.

«S-sul serio?»

«Sì. Sei una cazzo di tentazione.»

Tum tum tum.

Mi fissa le labbra e me le sento pulsare, come se me le stesse succhiando solo guardandole. Mi esce un lieve gemito di piacere e lui si alza all'improvviso, rendendosi conto della situazione. «Cazzo! Ho sbagliato a dirtelo.»

Mi metto in piedi anche io, per paura che accada come la volta scorsa.

Non voglio che mi allontani.

«No. Va tutto bene, okay? Farò finta di non aver sentito. Non succederà nulla, te lo prometto.»

“Non tenermi lontana” penso disperata “Ho bisogno di te.”

Mancano pochi giorni alla prossima diretta ed è sempre più probabile che uno di noi due esca. Non voglio perdere nemmeno un minuto in sua compagnia.

«No, Carly, non capisci. Mi sto trattenendo per non farlo trapelare, ma qualcuno c'è già arrivato. Jalil, ma anche Giò quando ha visto che ti scattavo quella foto a tua insaputa mentre cucinavi. Mi ha fatto una battuta, dicendomi che non riesco a toglierti gli occhi di dosso. Ed è vero. Come la volta nell’ovile, quando mi hai beccato mentre ti fissavo il culo. Cristo! Non voglio essere additato come un bastardo traditore.»

Tum tum tum.

«Non lo sei» dico triste.

«Mi sento così. E lo penserà anche chi ci segue.»

«Allora cerchiamo di stare lontani» suggerisco, nonostante il pensiero di prima anche se solo l'idea mi fa star male.

«E come?» chiede. «Ci ho provato, sul serio, ma non ne sono in grado. Sei una calamita per me.»

Tum tum tum.

«Dobbiamo. Ti massacreranno se…»

«Mi staranno già massacrando» mi interrompe. «E Vittoria starà già lanciando mille improperi contro di me e contro di te.»

«Non puoi saperlo.» Osservo il tempo rimasto e sospiro sconsolata: manca un minuto. «Facciamo i bravi e vedrai che andrà bene» cerco di essere ottimista, anche se è dura in questa circostanza. Mi ha mostrato quella foto e anche io ho intravisto di più, anche se come una scema ho preferito non illudermi.

Invece, ciò che ho percepito era la verità.

Sono una tentazione per lui.

Tum tum tum.

Ancora non ci credo.

Gli scocco un veloce bacio sulla guancia per salutarlo ma, prima che io possa avviarmi per tornare in cucina, mi afferra per il gomito e mi guarda negli occhi.

Tum tum tum.

Quaranta secondi.

Trenta.

Venti.

Tum tum tum.

Distoglie lo sguardo, lasciandomi andare. «Andiamo.»

FINE CAPITOLO
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