50 K FOLLOWERS
Capitolo 27 di 28

Scritto il 02/09/2026
da ERIKA COTZA


⏱ ~2 min

Andrea

Sono in ansia, lo ammetto.

E non perché oggi chiederò a Carla di sposarmi, ma perché lo farò durante uno dei suoi video in diretta.

Viola, Chéng e tutti gli altri sono scoppiati a ridere quando gliel’ho rivelato, perché sono sicuri che mi ammazzerà solo per aver pensato di intralciarla mentre cucina.

Lo penso anche io, ma voglio rischiare.

Lei merita dei gesti plateali, dopo ciò che ha passato a causa mia.

L’aiuto a sistemare le videocamere e il telefono, che la filmeranno con indosso un vestitino floreale che le strapperei via a morsi, poi le do un bacio veloce e faccio finta di rintanarmi nel mio studio per non disturbarla, così come accade ogni volta che lei lavora.

Mi metto dietro lo stipite della porta aperta e, mentre stringo la scatolina dell’anello tra le dita, la ascolto: dà il benvenuto i suoi follower, vecchi e nuovi, ringraziandoli per essere lì a farle compagnia. Poi saluta la sua migliore amica, ma anche Francesca, Diana e gli altri ex concorrenti di 50K Followers, che sapendo cosa avevo intenzione di fare sono arrivati tutti in blocco.

“Meno male che avevo chiesto loro di essere discreti…”

Comunque, Carla non ci fa caso e svela subito la novità di oggi, ossia che aprirà le iscrizioni al nuovo corso di cucina, sempre cruelty free.

Sono davvero fiero di lei e di ciò che sta creando grazie alla sua mente brillante.

È carica come una molla e, adesso che ha ripreso alla grande, non si fermerebbe mai.

Sono sicuro che ci sia anche lo zampino della nonna da lassù e non smetterò mai di ringraziarla per ciò che, quando era in vita, è riuscita a risvegliare nella nipote.

Carla parla di ciò che farà in questa diretta, ovvero un’ottima focaccia che ha bisogno di pochissimi ingredienti, e con le gambe tremanti dall’agitazione esco dal mio nascondiglio.

Mi nota subito e io sorrido, prima di raggiungerla.

«Che succede?» mi chiede con la fronte aggrottata, facendo rimbalzare gli occhi su di me, sulle telecamere e viceversa.

«Ciao a tutti. Scusate il disturbo» dico, mettendomi al suo fianco e guardando anche io l’obiettivo. «Prima che la signorina qui presente immerga le mani nell’acqua, nella farina e in chissà cos’altro, vorrei fare una cosa.»

Mi inginocchio, le mostro la scatolina che le ho tenuto nascosta finora e lei sgrana gli occhi per la sorpresa.

«Carla, non sapevo cosa significasse amare finché non ti ho conosciuta. Anche senza volerlo, sei riuscita a scavalcare un muro invalicabile di casini e confusione, ricostruendo un cuore che era in frantumi da diverso tempo. Tu sei tutto ciò di cui ho bisogno per essere felice e io passerò l’intera mia esistenza per rendere felice te.» Le mostro l’anello. «Vuoi sposarmi?»

«Sì, sì, sì!» piagnucola di gioia, con le lacrime agli occhi.

Mi alzo, le infilo l’anello al dito e sanciamo questa promessa con un bacio.

«Ti amo» sussurra.

«Ti amo anche io, vita mia.»

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