50 K FOLLOWERS
Capitolo 26 di 28

Scritto il 28/08/2026
da ERIKA COTZA


⏱ ~6 min

Questo vestito è un toccasana per la mia autostima.

Mi sento uno schianto, anche grazie al filo di trucco che mi hanno applicato, prima che entrassi nello studio mano nella mano con Andrea.

Gaia ci saluta con gioia e il pubblico applaude, vedendoci finalmente riuniti.

«Come stai, Carla?» mi chiede, non appena ci accomodiamo sulle sedie che ci hanno riservato.

Ce n'è una per ogni eliminato e loro sono tutti qui, sorridenti, eleganti e bellissimi.

«Molto meglio» rispondo, guardando il mio bel fotografo.

Sospiro, perché è perfetto.

Questa sera indossa una camicia nera con due bottoni aperti, dove si intravedono appena i tatuaggi, e dei jeans stretti a vita bassa.

Dio, quanto sono fortunata…

«Non desideravo altro che stare con lui» aggiungo sincera e non posso fare a meno di pensare che rifarei tutto da capo, con gioie e dolori, perché ha portato Andrea nella mia vita.

Una vita che ora merita di essere vissuta, perché sarà al suo fianco.

Il mio amore mi sfiora la schiena lasciata nuda dall'abito e mi viene automaticamente la pelle d'oca. «Anche per me è lo stesso, piccola.»

Si alza subito un coro di «Ohh» e sorridiamo entrambi.

«Siamo davvero felici per voi!» esclama Gaia, parlando anche a nome del pubblico e tutti riprendono ad applaudire.

La sua attenzione, poi, si sposta sugli altri concorrenti: Francesca e Giovanni sono più felici che mai, così come Chéng che ha trovato Viola.

Vedo la mia amica, tra il pubblico ma poco dietro il ragazzo, diventare rossa come un peperone quando viene inquadrata e non riesco a trattenere una risata.

Philip e Noah hanno deciso di unire le loro passioni e ora, a pagamento, creano orti in terrazza riciclando la qualunque.

Diana è molto richiesta come grafica e sta lavorando in continuazione, così come Federica facendo la modella e Caterina che ora ha un programma alla radio tutto suo.

Grazie a 50K Followers le loro passioni sono decollate, facendole diventare delle vere e proprie carriere.

Come per Andrea, che a breve esporrà le sue foto più belle, anche quelle scattate durante il gioco, in una galleria, e per me, che tra qualche giorno avvierò un corso di cucina sul mio nuovo sito internet.

I posti erano limitati, anche per una questione pratica perché ci tengo a seguire tutti allo stesso modo, e sono andati a ruba in meno di ventiquattrore.

Sono molto fiera di noi.

Gaia annuncia che Jalil e Federica ci stanno per raggiungere, poi fa partire un lungo video che riassume tutto ciò che abbiamo fatto in questi cinque mesi di reality.

C’è la sfida del letame, quella della chiave per entrare in casa, poi quella delle pecore, delle patate, delle olive, del vino, della legna e tutte le altre.

Rivedermi lì è come rivivere tutto.

Anche quello che non ho mai notato, come le occhiate veloci che mi lanciava Andrea quando nessuno guardava.

Stringo la sua mano e lui mi bacia, capendo esattamente ciò che provo.

Il video finisce con una commozione generale.

È stato bello.

Tutto.

E ci ha uniti più che mai.

Gaia lancia la pubblicità e mi alzo.

Abbraccio Francesca, Diana e gli altri, visto che prima non siamo riusciti a incontrarci, poi chiacchiero con Viola e Chéng finché non devo tornare al mio posto, perché i cinque minuti di pausa stanno per scadere.

Andrea è ancora lontano e sta parlando con Philip e Giò ma, non si sa come, percepisce il mio sguardo, spostando i suoi occhi nei miei. Ammicca, passandosi la lingua tra le labbra chiuse, e io non riesco a trattenermi dall'incrociare le cosce per dar sollievo al mio punto più caldo.

Lui sorride trionfante, perché sa in che condizioni mi trova dopo che fa quel gesto, e io scuoto la testa, divertita.

Torna da me un attimo dopo e si allunga per sussurrarmi: «Voglio infilare la testa sotto il vestito e leccartela.»

Tum tum tum.

Deglutisco a vuoto, guardandomi intorno per paura che qualcuno l’abbia sentito. Ma nessuno bada a noi.

«Smettila» gli rispondo in un ansito.

«Vorrei prenderti qui, davanti a tutti, per far capire che questo ben di Dio è solo mio» continua a bisbigliare Andrea, sfiorandomi il collo con le labbra e di nuovo la schiena nuda con la punta delle dita.

Maledetta me, che non ne ho trovato uno più coprente. Mi bagno ogni volta che mi tocca.

«Andre…»

«Sono arrivati!» esclama Gaia, facendomi sobbalzare e Andrea, ridacchiando, la finisce di fare lo scemo.

Ed eccoli qui i finalisti.

Federica con un lungo abito bordeaux, mentre Jalil con una camicia e dei pantaloni bianchi, che fanno risaltare la sua carnagione scura.

Sono bellissimi.

Gaia li fa accomodare di fronte a lei, li saluta, ci chiacchiera una decina di minuti, poi parte una clip con tutti i loro momenti migliori.

Chissà chi vincerà.

Fino a poco prima dell’inizio della finale avevano quasi lo stesso numero di seguaci.

Sarà un testa a testa fino all’ultimo secondo.

«Siete soddisfatti del vostro percorso?»

«Moltissimo» risponde Federica, sincera. «Mi ha aiutato a crescere come persona.»

Ed è vero.

È totalmente diversa da quando è entrata.

«Anche per me è lo stesso» dice Jalil.

«Pensate a domani. Cosa farete se doveste vincere?»

«Offrirò una cena ai miei ex compagni di gioco, poi tornerò a Cagliari per riprendere a lavorare» risponde Jalil.

«Io rimodernerò il mio appartamento e chiamerò Philip per sistemarmi il terrazzo.»

“Sì, come no, il terrazzo…”

Ho notato come si stanno guardando e sono sicura che faranno altro prima di quello.

«Uh! Arriva la busta!» strilla Gaia.

La afferra e ci alziamo, mettendoci di fronte ai due finalisti.

C’è chi è pronto a stappare le bottiglie di spumante e chi a lanciare coriandoli.

Qualche minuto di silenzio, dove la tensione è alle stelle, poi la presentatrice urla: «Jalil!» e un boato esultante rimbomba nello studio.

 


 

«Mi mancherai» pronuncia Viola, con le braccia attorno alla mia vita e i boccoli neri che mi solleticano il viso.

«Anche tu. Ma ci sentiremo ogni giorno, vero?» le chiedo triste.

«Anche più volte al giorno. Dobbiamo ancora recuperare i quattro mesi e mezzo che non abbiamo potuto farlo.»

La stringo. Forte. «Certo.»

Ci rivedremo ogni mese, o a Milano o a Roma, ma sarà comunque strano non averla intorno ventiquattr’ore su ventiquattro.

«Vedi di trattarmela bene» dice, puntando il dito contro Andrea.

Lui sorride. «Sempre.»

Mi volto anche io verso Chéng e la imito, ripetendo: «Vedi di trattarmela bene.»

Tutti ridono, poi ammutoliamo subito dopo.

Ci baciamo e abbracciamo un’ultima volta, e li lasciamo all’inizio dei controlli aeroportuali.

Aspettiamo finché non li vediamo più, poi Andrea mi bacia la tempia. «Andiamo a casa, piccola?»

Intreccio le dita con le sue. «Sì, andiamo.»

FINE CAPITOLO
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