Il barone fissava la ragazza scalza che stava tra Moyra e Craig a testa bassa, senza parlare.
Non l’aveva mai vista prima, o forse non se la ricordava.
«Vieni più vicino al camino,» disse con voce profonda «voglio vederti meglio. Come ti chiami?»
«Glenna» rispose la giovane con un filo di voce mentre avanzava in modo che la luce delle candele poste sul lampadario potesse illuminarla meglio.
«È graziosa,» constatò il vecchio Lord rivolgendosi a Craig e a sua moglie. «Ha tutti i denti?» chiese a un tratto in modo brusco.
Glenna alzò la testa, offesa dalla domanda e lampi di rabbia repressa illuminarono le sue iridi di giada.
«Glenna, fai un sorriso al nostro Lord» suggerì con un po’ di imbarazzo Moyra, e lei obbedì scoprendo una fila di denti bianchi e perfetti in una smorfia che tutto poteva sembrare tranne un sorriso.
«Da dove viene?» chiese il barone incuriosito dal bagliore che aveva scorto nello sguardo della ragazza, dritta come un fuso di fronte a lui.
«Da un villaggio a due giorni di cammino da qui. Sua madre è morta lo scorso inverno e lei ha raggiunto le nostre terre per sposare il figlio maggiore dei Boyle che è morto pochi mesi dopo. Ora sta qui al castello e lavora con me nelle cucine.»
«Devo dare in sposa una sguattera all’erede dei MacLellan?» chiese stupito il barone.
Di nuovo la giovane alzò di scatto lo sguardo, stupita dal commento dell’uomo ma anche spaventata dal motivo per cui l’avevano convocata e che lei aveva finalmente compreso.
«Mio Signore l’urgenza richiede di adattarsi un po’…» commentò Craig iniziando a pensare che sua moglie non avesse avuto una buona idea.
«Le ragazze al castello sono tutte promesse. Quelle che non lo sono non hanno ancora quattordici anni. Nel villaggio ci potrebbe essere qualche ragazza, ma dovremmo aspettare domani per visitare le famiglie.»
«No. Deve essere questa notte.»
Il barone avanzò di un passo e si fermò a mezzo metro dalla giovane donna candidata a diventare sua nuora.
«Quanti anni hai?» chiese a lei direttamente.
«Ventitré» rispose Glenna continuando a fissarlo senza timore.
«Un po’ avanti anche d’età» commentò tra sé mentre si girava per tornare a sedersi.
«È strano sentire un corvo dire a un merlo che è troppo nero!»
La risposta piccata e sfacciata era sfuggita dalle sue labbra prima che Glenna potesse fermarla.
Ma che un vecchio di quell’età la vedesse troppo in là con gli anni per sposarsi proprio non poteva accettarlo.
Invece di infuriarsi, come lei si aspettava, il Lord dei MacLellan si mise a ridere di gusto e tornò a fissare la ragazza con una nuova luce negli occhi: il rispetto.
«Craig» ordinò rivolto al suo fedele servitore «vai a prendere il prete.»
Senza smettere di fissare la futura sposa di suo figlio si rivolse all’altra donna «Moyra, tu occupati di trovare un abito decente per questa ragazza. Puoi prenderne uno dai bauli di mia moglie.»
La cuoca scambiò uno sguardo stupito col marito e poi entrambi andarono a svolgere i compiti a loro assegnati lasciando il barone e la sguattera da soli nella stanza.
«Vieni a sederti accanto a me,» disse il Lord raggiungendo la sedia vicino al fuoco «questo vecchio corvo fatica a reggersi sulle sue stanche zampe.»
Rise ancora al ricordo di come la giovane avesse ribattuto al commento sulla sua età ma poi, quando lei fu al suo fianco, seduta di fronte al camino, si fece di nuovo serio.
«Questa notte sposerai mio figlio,» la informò prendendole una mano tra le sue «e diventerai la moglie di Aidan MacLellan.»
Glenna deglutì per l’intensità con la quale lui la stava guardando.
«E forse questa stessa notte, anche la sua vedova.»
Sposa e vedova. In una notte.
«So che vostro figlio è caduto dal cavallo dieci giorni fa,» disse in tono dispiaciuto «dicono che si sia rotto le gambe.»
Il barone annuì mestamente.
«Il terreno ha ceduto mentre lui correva sull’argine del fiume. È caduto in acqua ma purtroppo il cavallo gli è finito sopra e l’ha schiacciato. Il medico ha fatto il possibile per lui, ma questa sera mi ha detto che non c’è speranza di salvarlo.»
Si prese una pausa e strinse piano le dita della sua mano che ancora stringeva.
«Se mio figlio muore senza una sposa, alla mia morte tutto questo finirà alla corona inglese» disse guardandosi intorno. «Le terre, il castello e anche voi tutti. Tu puoi aiutarmi a evitare che accada e a fare in modo che ci sia un futuro per Glenrock e la nostra gente. In cambio, avrai un posto dove stare e non dovrai più preoccuparti di lavorare un giorno in vita tua.»
Il silenzio tornò nella sala e per un lungo momento lui sembrò perdersi nei ricordi o nei propri pensieri.
A Glenna piaceva lavorare, non le pesava darsi da fare, ma aveva il terrore di rimanere senza un posto dove stare, quello sì.
Per troppo tempo era stata costretta a dipendere dal capriccio altrui sia per un giaciglio che per un piatto di cibo e da quando era giunta a Glenrock aveva trovato la stabilità di una casa. Non voleva essere obbligata a rinunciarci, e non voleva inchinarsi alla spada inglese.
Il figlio del Signore stava morendo e forse non avrebbe superato la notte. In fondo, a lei veniva chiesto di accettare un matrimonio che sarebbe stato solo di facciata, per permettere al barone di avere ancora un erede al quale lasciare i propri beni. Non era un grande sacrificio in cambio di un tetto sulla testa e di una scodella di zuppa ogni giorno.
«Lo farai?» chiese il Lord senza smettere di osservare il fuoco.
«Lo farò» confermò la ragazza liberando la mano da quella che ancora le serrava le dita.
L’uomo si rilassò contro l’alto schienale e trasse un profondo respiro proprio mentre il prete faceva il suo ingresso nella sala.
Padre Logan acconsentì a celebrare il matrimonio perché non aveva il cuore di negare al vecchio Lord quella richiesta disperata e perché, come lui, voleva proteggere la sua gente dalle fameliche fauci del re inglese.
Aspettarono che Moyra vestisse Glenna con un abito di lana azzurro chiaro che aveva trovato tra le cose della defunta Lady Aileen. Era semplice e appena un po’ troppo corto per lei, ma il colore le donava e il delicato ricamo di fiori viola intorno alle maniche e al collo lo rendeva perfetto.
Glenna non aveva mai indossato prima un tessuto tanto sottile e prezioso e continuava a lisciarsi la gonna mentre la moglie di Craig le acconciava i capelli in silenzio, davanti a tutti gli altri.
Infine Moyra le legò un nastro di seta sulla fronte, dello stesso colore dell’erica che le adornava il vestito e la osservò un lungo momento, soddisfatta del risultato.
«Sei bellissima» le disse la donna stringendole le mani fra le sue.
Glenna sorrise imbarazzata. Si sentiva in effetti bellissima, ma era consapevole di non essere davvero una sposa. Quel matrimonio era una farsa.
Il sorriso le si spense sul volto, il prete prese il necessario e, prima di avviarsi alle scale che portavano alle camere del primo piano, si voltò verso di lei.
«Sei sicura di volerlo fare?»
La ragazza annuì decisa e gli fece cenno di proseguire, così il piccolo corteo si avviò salendo i gradini che conducevano alla stanza di Aidan MacLellan.
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