BRUNO
È il paradiso. Essere dentro una donna e sentirla godere è il pezzo di paradiso che mi ritaglio in questo mondo, ma far godere Stephanie… è divino.
Mi muovo dentro di lei, che si è adattata a me senza sforzo. Mi sono lasciato dominare da lei ed è stato stupendo cedere il controllo. Lei ne aveva bisogno e, quando si è sentita pronta, l’ha dato a me.
Sapevo che saremmo stati perfetti assieme, ma questo, dio, questo è divino.
L’ho già detto?
Non ho molto sangue per le sinapsi in questo momento, sono al limite, lei si sta contorcendo per il piacere, sotto di me, attorno a me, con me. Non voglio più resistere lascio che l’orgasmo esploda intorno a noi, lei viene ancora e tutti gli esercizi dei pesi mi servono solo per evitare che le braccia cedano e che la schiacci. Non ci vedo più, il mondo è bianco e il piacere così forte che credo di morire.
Che morte meravigliosa!
Un bagliore alla volta il mondo ritorna colorato ed è verde come gli occhi grandi e belli di Stephanie, le bacio le labbra e lei ansima. Non ha più fiato, mi sostengo con i gomiti e poi a malincuore esco da lei e mi sdraio al suo fianco. Lei si volta e si stringe a me, la testa sopra al mio cuore. Sentirà il tamburo che ho nel petto. Vorrei parlare, dirle che è stupenda, bellissima ma non ce la faccio. Devo respirare.
Restiamo in silenzio, ascolto il crepitio delle fiamme del caminetto e poi lei si gira, mette una
mano sotto il mento e mi guarda.
«Se avessi saputo che per farti stare zitto dovevo fare sesso con te, l’avrei fatto prima.»
Ridiamo, poi mi alzo e mi tolgo il preservativo e le dico: «Mi hai lasciato senza fiato.»
«Vuol dire che sono stata all’altezza dei tuoi sogni erotici?» lo dice con un tono leggero, ma scorgo una certa insicurezza. Che assurdità! Stephanie è fantastica, qualcuno deve averle inculcato un certo timore nel sesso. Vorrei sapere chi è per riempirlo di botte.
La bacio, vorrei trasmetterle tutto con questo bacio ma so che non basta.
«Tu sei molto meglio di tutti i sogni che abbia mai fatto. Da ora in poi tutte le altre dovranno confrontarsi con il tuo ricordo. Penso che tu abbia appena rovinato la mia carriera da playboy.»
Ride ed è bellissima, mentre mi dà un colpetto e dice: «Esagerato.»
Le prendo il viso tra le mani.
«No, niente affatto, ti voglio ancora Stephanie, ti prego dimmi che non hai male da nessuna parte.»
Sgrana gli occhi.
«Di già?»
«Dammi cinque minuti e vedrai se sto scherzando.»
Sono serio come la morte e quando la sua mano mi accarezza l’uccello lo trova già mezzo duro.
«Bruno non è che ti verrà un infarto, sai alla tua età…» dice maliziosa e la spingo di nuovo sulla coperta e mi metto sopra di lei.
«Non ti preoccupare, il mio cuore è sanissimo, il tuo invece? Meglio controllare» e scendo a
succhiarle il capezzolo sinistro mentre geme.
Sposta le gambe ai lati del mio torso e me le stringe attorno ai fianchi.
Sì, quanto ho sognato di sentire le sue gambe attorno a me. Questa gita in montagna sembra la migliore idea che abbia mai avuto. Peccato che domani sera arrivi Paul e la sua famiglia, ma non pensiamo a domani, ho questa notte con Stephanie e ho intenzione di gustarmi ogni minuto e ogni centimetro della sua pelle.
Le stuzzico l’apertura e lei si inarca.
«Bruno non giocare con me.»
Ci guardiamo negli occhi e mi pare che questa affermazione dica molto di più di quello che le parole lascino intendere e la bacio.
«Giocheremo assieme Stephanie, mi darai piacere, io darò piacere a te e sarà bellissimo. Non posso prometterti di più, ma non ti farò mai del male.»
«Non mi serve altro» poi una luce maliziosa le illumina gli occhi. «Oh, mi serve anche il tuo favoloso corpo, ma scommetto che stai per darmi tutto.»
«Tutto e molto di più. Richieste particolari?»
Si morde il labbro e so già che mi chiederà qualcosa che non ha mai osato chiedere a nessuno.
«Vorrei provare, sperimentare posizioni nuove.»
Rido e mi sposto, perché il missionario non è di certo una posizione nuova.
«Posso scegliere io o hai qualche idea?»
Con l’indice percorre il tatuaggio tribale che ho sul bicipite.
«Vorrei provare a farlo in piedi, hai così tanti
muscoli che non dovrebbe essere un problema per te.»
Butto indietro la testa e rido.
«Tesoro, con me niente sarà mai un problema, tu chiedi e io farò ciò che vuoi.»
Mi alzo e le tendo la mano ma lei fa correre le dita lungo le mie gambe e il suo viso va pericolosamente vicino al mio uccello.
Sgrano gli occhi mentre lei ammicca maliziosa e mi fissa mentre mi lecca. Ho un sussulto.
«Voglio assaggiarti.»
Non me l’aspetto, come non mi aspetto la sua lingua su tutta la lunghezza, ma non sarò certo io a fermarla! La guardo affascinato mentre le sue favolose labbra mi succhiano la punta. Quanto l’ho desiderato! Ogni volta che metteva il broncio io la immaginavo proprio così ai miei piedi, appassionata e mia.
Oh, oh, Orso, hai un problema…
La voce di Charles mi risuona nella testa, ma è un attimo perché la lingua di Stephanie è così talentuosa da impedirmi di pensare a qualsiasi cosa. Sto per venire, e non è possibile, non è qualcosa che mi capiti. Quando le donne mi fanno un pompino duro abbastanza, ma con lei non posso resistere oltre.
«Stephanie, piccola, mi fai impazzire, sto per venire.»
Lei allarga la bocca e va in profondità, almeno finché può e mi succhia, vedo il desiderio nei suoi occhi ed è troppo, vengo con violenza nella sua bocca e lei non si stacca da me, deglutisce mentre le mie gambe vacillano. Ho le dita strette tra i suoi capelli
biondi e sono un’ancora di salvezza perché sto per schiantarmi. Questa donna, questa ciliegina arrogante mi fa perdere il controllo.
Appena si allontana da me mi inginocchio anche io e la bacio, le divoro la bocca e lei me lo lascia fare, sembra felice, soddisfatta per avermi fatto venire.
Ho le mani sul suo viso, la fisso mentre ha le labbra gonfie di baci e le guance rosse.
«Andava bene?»
Eccola di nuovo, l’insicurezza, la paura.
La stringo forte perché nonostante tutta la sua apparente arroganza Stephanie è fragile e se non sto attento potrei distruggerla.
«Molto più che bene, molto più che favoloso, fuori scala direi…» la bacio di nuovo. «Stephanie, temo che mi dovrai dare un po’ di tempo per riprendermi prima di provare posizioni ardite perché, ciliegina, mi hai distrutto.»
Ride, è felice. La tengo stretta e lei non fugge, si accoccola nel mio abbraccio ed è così fragile, indifesa e quello che voglio è solo farla stare bene.
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