INCANTI STRAORDINARI
Capitolo 6 di 13

Scritto il 24/06/2026
da ANTONIA I. CUDIL


STEPHANIE

Affondo le dita sulle sue spalle muscolose, muovo il bacino sulla sua pazzesca erezione e lo voglio.

Quando ha detto quelle cose su di me lo ha fatto con dolcezza e nessuno mi aveva mai vista davvero, andando oltre la facciata che ho costruito in questi anni per difendermi. Solo a Claire, solo a lei ho permesso di vedere la vera me stessa, quando le ho parlato della fine del mio rapporto con Simon. Ma Bruno… lui ha fatto tutto da solo, mi ha osservata con attenzione e ha guardato oltre la maschera. Non mi ha mai tolto gli occhi di dosso, da quando ci conosciamo non ha perso occasione per studiarmi, sentivo sempre il suo sguardo su di me ma credevo che la sua fosse lussuriosa ammirazione. Mi sbagliavo.

Orso che sembra così bruto, ignorante e sgraziato ha la leggerezza di una libellula e la usa mentre mi parla, mentre mi accarezza.

L’ho desiderato? Certo, come si fa a non desiderare un maschio del genere?

Quello che credevo però è che fosse un collezionista di donne, invece è il peggiore di tutti, un uomo che ammira e ama davvero le donne. Immagino che se ora mi alzassi da qui, lui non farebbe una piega e domani ci riproverebbe ancora. Non forzerebbe la mano, ha talmente tanta fiducia in sé stesso da non mettersi in crisi per un rifiuto, come hanno fatto certi soggetti che mi hanno insultata perché li ho respinti. È un anno che

respingo Bruno e lui non ha mai, mai insinuato nulla, non mi ha rovesciato addosso il veleno della rabbia e della frustrazione. Ha alzato le spalle dicendo, “sarà per la prossima”.

È come se lo guardassi per la prima volta, non si permetterebbe mai di mancarmi di rispetto, ci tiene davvero a me. Capisco di credergli quando dice che non mi giudicherà. Non lo farebbe mai. So anche che con lui non dovrò fingere un trasporto che non sento perché non ho dubbi che nel sesso sia bravissimo.

Una vocetta insistente dentro la testa mi dice:

Stephanie che hai da perdere a lasciarti andare con lui?

Nulla, proprio niente.

Resta solo una cosa da chiarire.

«Ce li hai i preservativi, vero?»

La luce che gli illumina il viso sembra quella di Lucille quando ha trovato i regali sotto l’albero la mattina di Natale, riderei se non fosse che la sua risposta mi riverbera dentro facendomi eccitare da morire.

«Non ne sono mai sprovvisto, ma non ero sicuro che mi avresti voluto, devo andare a prenderli in auto.»

Non era sicuro. Mi ha lasciato la scelta…

Ecco, se avessi avuto ancora qualche remora ora è stata spazzata via. Come si fa a non volerlo?

Mi sposto e lui va verso la porta.

«Aspetta, sei mezzo nudo, prenderai freddo.»

Si gira e vedo la sua erezione tendere i pantaloni.

«Questo» e indica l’inguine «ha bisogno di calmarsi, sei troppo sexy, ciliegina, un po’ di freddo mi farà durare più a lungo. Fidati.»

Annuisco, perché mi fido di lui, per davvero. Mentre Bruno esce, io metto altri due ciocchi di legno sul fuoco e poi vado in cerca di una coperta da stendere a terra. Sono sulla scala quando lui rientra, ha i capelli bianchi per la neve, la maglietta è bagnata sulle spalle e sta sbattendo le scarpe sullo zerbino.

Alza gli occhi su di me e per la prima volta quel viso rude, barbuto e sorridente mi sembra dolce.

«Non starai mica scappando?»

«Vado a prendere delle coperte da stendere a terra.»

«Brava ragazza!»

Dopo poco sono di nuovo in salotto, tra le braccia stringo due coperte che mi cadono quando entro. La luce del fuoco illumina Bruno, ha il viso rivolto alle fiamme e da dove sono, contemplo le ampie spalle nude. È completamente nudo.

Un brivido di panico mi attraversa, non sono mai stata assieme a un uomo come lui, potrebbe spezzarmi il collo con una mossa, che di certo conosce, potrebbe anche farmi male, perché quando si volta nonostante il freddo è ancora duro e la sua erezione è qualcosa che non scorderò facilmente. Credo sia un misto di panico e desiderio quello che sento, mentre lui mi viene incontro. È troppo, troppo alto, troppo grande, troppo tatuato, peloso e grosso per me.

«Non scappare, non sei una codarda. Resta con me. Non faremo nulla che tu non voglia. Non aver paura.»

La sua voce è calma, dolce, in effetti è la sua voce la parte di lui che mi piace di più, starei ad ascoltarlo

per ore.

Devo alzare del tutto la testa per guardarlo negli occhi, è preoccupato.

Teme che mi tirerò indietro, ma ho finito di scappare, non lascerò che ancora una volta la paura mi privi di qualcosa di bello.

Lascio cadere le coperte e gli tendo la mano, lui la afferra e la mette sopra il suo cuore, sotto la peluria scura sento il calore della sua pelle, il battito del suo cuore. È un tamburo impazzito. Mi vuole, mi desidera. Ora capisco per davvero quello che prova per me.

Non sono solo una sfida, non sono una tacca, sono la cima della vetta da raggiungere, quella che darà più soddisfazione di tutte le altre. Ne sono lusingata.

«Lascia che ti spogli.»

Annuisco, ho la gola secca, non riesco a muovermi.

Lui mi solleva il bordo della maglia del pigiama, in pizzo e seta, mi mette una mano calda sulla pancia poi con le nocche percorre la mia pelle fino al petto mentre la solleva. Et voilà, sono anche io nuda la parte sopra, i suoi occhi mi guardano attenti mentre mormora “bellissima”, poi si inginocchia. Devo dire che mi piace averlo ai miei piedi, come oggi pomeriggio, è fantastico avere quest’uomo così forte in ginocchio davanti a me.

Le sue dita si infilano nell’elastico dei pantaloni e delle mutandine e mi fa scivolare entrambe sulle gambe fino alle caviglie. Alzo un piede alla volta per togliermi anche il resto del pigiama. Lui è ancora in ginocchio e le sue labbra si posano sul monte di

Venere. Rabbrividisco mentre lascia una scia di baci che va dal pube verso l’anca, una mano forte mi afferra un gluteo e mi porta verso la sua bocca. Gemo quando l’altra mano sale dal ginocchio fino all’inguine. Sento che mi sta assaporando, con le mani e le labbra, poi quando un dito prova a esplorarmi allargo le gambe.

«Voglio assaggiarti, posso?»

Chiede guardandomi con gli occhi così scuri che quasi non distinguo la pupilla. Il mondo si ferma, la neve smette di scendere fuori dalla finestra, il fuoco di scoppiettare, io di respirare. È il momento di decidere. Sì o no. È ora, Stephanie, fin qui abbiamo giocato ma adesso si fa sul serio. Vuoi Bruno?

«Sì.»

Il suo viso si illumina della luce di un sorriso soddisfatto e poi mi bacia le grandi labbra, segue il profilo con la lingua mentre il suo dito si fa strada dentro di me.

Continuo a guardarlo mentre il respiro diventa pesante, la pressione che sento è fortissima e lui va piano. Questo energumeno che sembra tutto tranne che delicato, va piano. Si prende tutto il tempo per leccarmi, succhiarmi e stuzzicarmi, quando aggancio il suo sguardo mi perdo nel calore dei suoi occhi mentre so che sta per farmi venire. Ma si sposta, strappandomi un verso di rabbia.

Si alza e mi prende in braccio.

«Devi stare comoda» dice mentre boccheggio. Mi stende sul divano, vedo i suoi muscoli flettersi mentre mi posa tra i cuscini. Bacia il mio collo, succhia un capezzolo mentre le sue dita si insinuano di nuovo dentro di me e io gli stringo i capelli.

«Ciliegina, mi fai morire lo sai?» e afferra con delicatezza il mio capezzolo tra i denti. Sento una fitta di desiderio attraversarmi e finire proprio in mezzo alle gambe.

Le dita ora sono due e le muove veloci, mi manca così poco, ma ancora una volta mi lascia insoddisfatta. Si sposta ed è tra le mie gambe, vedere il suo viso, la sua barba sfiorarmi il monte di Venere è una visione così erotica e per la prima volta mi domando perché ho aspettato tanto a dirgli di sì.

La sua bocca mi divora, come i suoi occhi che non mi mollano mai, le sue mani mi tengono saldi i fianchi mentre comincio a dimenarmi, è troppo, un piacere troppo grande che non riesco ad accogliere, ma lui mi obbliga ad accettarlo. Continua a tormentarmi ancora e ancora finché ansimo così forte in cerca di aria che credo che il cuore potrebbe esplodere. Non ho mai provato nulla di simile, è un orgasmo lungo, infinito e lui non mi lascia mai sola durante il piacere, mi tiene legata a sé.

Dopo un tempo che non riesco a comprendere si stacca da me, mi accarezza il fianco, il viso e mi bacia. La sua lingua sa di me ed esplora la mia bocca, gli stringo le gambe attorno ai fianchi, sono completamente aperta, esposta per lui e lo desidero.

Mi accarezza e si mette in ginocchio.

«Sei bellissima e ti desidero come non ho mai desiderato nessuna, ma so di non avere una dimensione ideale.»

Sorrido.

«Devi essere l’unico uomo al mondo dispiaciuto perché ha un pene troppo grande.»

Bruno si passa una mano sul collo.

«Non sono dispiaciuto, anzi, ma so che potrei farti male, e io voglio solo darti piacere» si piega e mi bacia il clitoride. Gemo.

«Proviamo ma fermami» deglutisce. «Se vuoi.»

È incerto, teme davvero di farmi male e decido di scoprire se è proprio così terribile. Siamo qui e lo desidero moltissimo. Mi metto in ginocchio di fronte a lui e percorro con le mani il suo petto, bacio i suoi di capezzoli e lui geme, un suono roco e sexy che mi fa sciogliere, poi le mie dita stringono la sua erezione. È innegabile che sia grosso, ma con una struttura fisica come la sua non poteva essere diversamente. È meravigliosamente proporzionato al resto del suo corpo.

Mi abbasso e lo bacio ma lui mi scosta.

«No, non posso più resistere, non voglio finire ancora prima di avere iniziato.»

Si alza e prende un preservativo, lo guardo indossarlo e sono incantata dai suoi movimenti, dalle linee scolpite degli addominali. Io che non ho mai smaniato di avere uomini muscolosi resto incantata da tanta mascolinità. Ma c’è una cosa che mi fa fremere da oggi pomeriggio, mi alzo e stendo le coperte. Lui mi guarda e sorride, non serve che gli dica nulla, si sdraia e mi aspetta. Con la punta del piede percorro il suo ampio petto e lui mi blocca appena sopra il pube.

«Ciliegina…» è un ringhio, una minaccia. Basta giocare.

Mi accovaccio sopra di lui, le ginocchia attorno ai suoi fianchi, lui sposta l’uccello addosso a me, mi sfrego contro di lui e poi lo accolgo, lentamente.

Lui si morde il labbro inferiore e realizzo quanto

potere ho su di lui, posso scegliere se farlo venire oppure provocargli una bella frustrazione, avanzo un po’ e poi esco. Sospiriamo, poi ci riprovo e con calma lo prendo tutto. Ha gli occhi sbarrati, vedo il mio viso riflesso nelle sue profondità scure ed è come se mi vedessi per la prima volta.

Bellissima e potente come una crudele regina delle nevi.

«Stephanie, ti prego.»

Geme e io inizio a muovermi. Non ho provato mai nulla di simile. Il ritmo cresce e lui mi stringe i fianchi, ho preteso troppo da un uomo così sensuale, rivuole il controllo e mi piego a baciarlo.

«Mi stai facendo impazzire lo sai?» gli dico e un’espressione di soddisfazione gli si dipinge nel viso e mi stringe, rotola sopra di me.

«Vorrei essere più forte, ma non ce la faccio più.»

«Scopami, Orso, muoviti» dico impudente e il suo sguardo si accende.

«La mia meravigliosa ciliegina.»

E poi fa proprio quello che gli ho chiesto e lo fa magnificamente.

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