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George
La mia settimana a New York è stata lunga quanto un mese intero. Mi è sembrata interminabile e le lunghe videochiamate con il mio ragazzo – sì, ho intenzione di chiamarlo così per moltissimo tempo, anche se fidanzato suonerebbe anche meglio – non sono state sufficienti a farmi sentire la mancanza di Los Angeles.
E di quell’uomo meraviglioso che è Adam Nigel.
La foto che ha pubblicato sui social è diventata subito virale, tutte le pagine di gossip l’hanno commentata, la gente non fa altro che parlare di noi. Molti di loro non credono che la nostra storia durerà. Ammetto che leggere certi commenti mi hanno fatto davvero male. Hanno così poca considerazione di me? So di non essermi mai presentato come l’uomo più intelligente al mondo, ho sempre lasciato credere di essere un po’ stupido per un mio tornaconto, ma ora non sopporto più il vecchio me. Ho smesso di indossare quella maschera da quando Adam è entrato nella mia vita e sono felice di averlo fatto. Dovrei smetterla di restarci male, ma non è facile perdere le vecchie abitudini.
Come non mi hanno preso sul serio alcuni miei colleghi con cui sono stato in passato e che avrebbero voluto venire di nuovo a letto con me. Credevano davvero che fosse una farsa, una sorta di pubblicità per entrambi visto il successo di Soul Mates. Non devo dire loro di essere innamorato di Adam e che di finto non c’è proprio niente tra noi, non devono ficcare il naso nella mia vita. Sono stanco di essere giudicato per il mio passato. Anche se me la sono spassata molto, ora non voglio più farlo. Ho bisogno di stabilità e l’ho trovata con Adam, anche se la nostra storia è solo all’inizio. So che non sarà sempre facile, ma ci metterò tutto me stesso.
Oggi voglio fare una sorpresa ad Adam, presentandomi sul set. Mi dice sempre che sono il benvenuto e ho intenzione di vedere se è davvero così. Quando arrivo, mi rendo conto che anche Samuel ha avuto la mia stessa idea.
Dylan e Adam stanno girando una scena in salotto e si stanno guardando come se fossero davvero innamorati. Sono proprio belli insieme e talmente credibili che se non sapessi che Dylan è follemente innamorato di Samuel, ora sarei geloso da morire. Il modo in cui si guardano negli occhi è talmente intenso da mettermi i brividi.
Mi avvicino piano a Samuel, gli scosto le cuffie per parlargli all’orecchio e ha un sussulto quando lo faccio.
«Tra poco si strapperanno i vestiti di dosso.»
Quando si gira per controllare chi ha avuto la sfrontatezza di dire una cosa simile, gli sorrido divertito e lui sembra tirare un sospiro di sollievo.
«La tua faccia,» lo prendo in giro divertito. «Sai che è tutta una recita, vero? Quando avranno terminato, torneranno a casa e saremo noi a finire nei loro letti.»
Gli regalo un occhiolino svergognato che lo fa ridere, scuotendo anche la testa. Sono felice che mi trovi divertente, secondo me lui è davvero adorabile e perfetto per Dylan. Sono felice che si siano trovati, come io lo sono di essere finito tra le braccia di Adam.
«Lo so bene, ma grazie per avermelo ricordato,» afferma sollevando un angolo della bocca.
«Non c’è di che.» Gli do una leggera spallata.
«Comunque avevo quella faccia per lo spavento. Non mi ero accorto che ti fossi avvicinato,» mi dice sincero.
Credo alle sue parole perché anch’io mi fido ciecamente di Adam. Penso sia inevitabile quando si è davvero innamorati.
«So essere anche silenzioso.» Ammetto di aver voluto un po’ giocare con il doppio senso e mi è valso un suo sorriso. «Stai bene, Samuel?»
Ora però il tempo di scherzare è finito e ho intenzione di avere una conversazione seria con lui. Voglio che continui a conoscere il vero me, visto che ho intenzione di restare a lungo nelle loro vite.
Se tutto andrà per il meglio.
«Molto,» risponde senza alcuna esitazione. «Mi sembra di vivere dentro un bellissimo sogno.»
Sembra avermi letto nel pensiero perché sono le stesse parole che avrei usato io. Sono diventato sdolcinato da quando frequento Adam.
«Provo lo stesso, sai?» Sento le guance accalorarsi. «Adam è meraviglioso.»
«Sei innamorato di lui, vero?» chiede sollevando un angolo della bocca.
Come posso mentire quando non riesco a smettere di guardare l’uomo che sta recintando e nemmeno a reprimere questo stupido sorriso che mi piega le labbra?
«Penso di sì.» Mi porto una mano all’altezza del cuore che sembra aver iniziato una corsa tutta sua. «È la prima volta che mi sento in questo modo per qualcuno. Adam è dolce con me, mi tratta come se fossi davvero speciale.»
«Forse perché lo sei,» mi dice con una tale semplicità che sarebbe davvero un peccato non crederci.
«I miei ex non la pensano in questo modo,» commento contraendo poi le labbra in una smorfia.
«Sono diventati ex, infatti,» mi fa notare con una scrollata di spalle. «Sai, dovremmo avere più fiducia nei nostri partner. Se ci dicono che siamo speciali, allora è vero. So bene quanto sia difficile crederlo. Prima di incontrare Dylan nessuno me l’aveva mai detto, ero sempre sbagliato, mi sono sentito inutile, non degno di essere amato. Poi è arrivato quell’uomo straordinario che mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto capire cosa significa amare davvero qualcuno.»
«Capisco perché Dylan si è innamorato di te. Sei proprio dolce, Samuel.» La mia affermazione lo fa arrossire. «Posso farti una domanda indiscreta?»
«Puoi chiedermi tutto quello che vuoi.»
«Non eri mai stato con un uomo prima?» Era da un po’ che volevo chiederglielo, ma non volevo sembrare troppo curioso o invadente. Sono domande talmente personali, che non lo biasimerei se decidesse di non rispondermi. Invece, ancora una volta, riesce a stupirmi.
Scuote la testa. «No, Dylan è il primo e anche l’ultimo. Non ho mai faticato ad ammettere che un uomo fosse affascinante, ma ho provato attrazione solo per lui.»
«Forse è la tua anima gemella.» Gli do una leggera gomitata, trattenendo a stento una risata per rendere il momento un po’ meno serioso. So che mi ero detto di essere me stesso, ma la parte più giocosa ogni tanto torna a farsi viva. È sempre stata reale, solo un po’ nascosta.
«Può essere,» ammette divertito. «Dovrebbero fare una stagione inserendo anche noi.»
«Nah, la recitazione non è il mio forte. Preferisco farmi fotografare mezzo nudo. Non devo memorizzare niente per farlo, mi basta essere sexy.»
Ed ecco che torna la mia versione civettuola, anche se molto edulcorata per Samuel. Non posso cambiare di punto in bianco tutto il mio modo di essere, devo farlo in modo graduale.
«Non devi nemmeno faticare per esserlo.»
«Wow, stai per caso flirtando con me, Samuel?» lo prendo in giro.
Si stringe nelle spalle. «Può essere.»
Ci guardiamo negli occhi e scoppiamo entrambi a ridere, attirando l’attenzione dei due attori che nel frattempo hanno terminato di girare la scena e che ci stanno raggiungendo.
«Ehi, Dylan, sbaglio o questi due esseri meravigliosi sono i nostri ragazzi?» Adam non ha occhi che per me e mi sento sciogliere sotto il suo sguardo lascivo.
«Oh sì, sembrano proprio loro.» Dylan fissa i suoi occhi blu in quelli scuri e dolci di Samuel, un sorriso meraviglioso aleggia sulle sue labbra. «Ciao meraviglia, è stupendo vederti qui.»
Gli passa un braccio attorno alla vita e lo attira contro il suo corpo. La bocca di Dylan reclama la sua in un bacio tenero e piuttosto casto.
Distolgo lo sguardo per lasciare loro un po’ di privacy e soprattutto per dedicarmi al mio uomo, che mi sta fissando con il labbro inferiore tra i denti e l’aria di uno che vorrebbe mangiarmi in un sol boccone.
«Sorpresa!» esclamo a bassa voce avvicinandomi a lui.
«Una bellissima sorpresa, a dire il vero,» afferma afferrandomi per un fianco e attirandomi contro il suo corpo solido e caldo.
È possibile sentirsi a casa quando sono con lui? È come se fossi nato per essere avvolto dalle sue braccia e spero anche per essere amato da lui.
«Sono felice di vederti qui, tesoro.» Posa le labbra sulle mie e mi regala un bacio dolce, che mi fa subito mugolare.
Non appena mi chiede il permesso di approfondire, io lo lascio fare senza remore. Nello sfiorare la sua lingua con la mia, perdo del tutto il senno. Gli allaccio le braccia al collo e mi stringo contro di lui, fino a non far passare nemmeno uno spillo tra noi.
Quando ci separiamo, siamo entrambi senza fiato. Ci sorridiamo come due idioti innamorati e non credo di essermi mai sentito così felice.
Dylan e Samuel stanno ancora pomiciando in modo eloquente, sono entrambi su di giri e so che il mio ragazzo sta per prenderli in giro dal modo in cui si schiarisce la gola.
«Si è alzata la temperatura qui dentro, vero?» Adam attira la loro attenzione, sventolandosi anche una mano davanti al viso per farsi aria.
«Oh tesoro, mancava poco che facessero sesso qui davanti a tutti,» aggiungo io, giusto per stare al gioco e aumentare il loro imbarazzo. Il sorrisetto sardonico che gli rivolgo mi tradisce, ma poco mi importa. Siamo tra amici, in fin dei conti.
«Parlate proprio voi due.» Dylan scuote anche la testa. «Stavate facendo di peggio.»
Adam scrolla le spalle. «Forse.»
Gli fa un occhiolino giocoso, prima di prendermi di nuovo tra le braccia e dare spettacolo.
Ora le alternative sono due: o mi porta nel suo camerino, o torniamo a casa. Non posso andare in giro con un’erezione simile e non ottenere nemmeno un po’ di sollievo. Sarebbe solo una crudeltà contro il proprio ragazzo e non sono cose che si fanno.
«Hai finito per oggi?» gli chiedo speranzoso.
Strofina la punta del naso contro la mia. «Ci manca solo una scena, poi sarò tutto tuo.»
«So che non dovrei chiederlo, ma quanto ci metterai?»
Sembro troppo bisognoso? Mm, mi sa di sì e anche Adam ne è consapevole considerato il sorrisino stupido che mi rivolge.
«Okay, starò tranquillo in disparte e penserò a qualcosa di orribile per far scemare questa erezione. Comunque voglio che tu sappia che sei cattivo e che non ci si comporta in questo modo. Non si può illudere un povero ragazzo senza poi portarlo all’orgasmo.» Gli metto pure il broncio e lui ridacchia prima di baciarlo in modo indecente.
«Prometto che mi farò perdonare, mio povero ragazzo.» Mi afferra il labbro inferiore tra i denti, tirandolo piano e poi, dopo averlo rilasciato, aggiunge: «Più volte.»
Credo che potrei persino venire nelle mutande in questo momento.
Non sarebbe né carino né adeguato al luogo in cui mi trovo, ma potrebbe accadere se non la smette di parlarmi con quel tono o di guardarmi in quel modo.
Sono fregato.
Irrimediabilmente.
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