NOTE D'AMORE
Capitolo 20 di 29

Scritto il 18/08/2026
da SUSY TOMASIELLO


⏱ ~9 min · 1731 parole

Thomas

 

«E se me la cantassi di nuovo usando l'italiano?» chiede Laura dopo un po’. Le lacrime sono sparite dai suoi occhi e ammetto che per un attimo mi hanno fatto preoccupare, adesso però c'è solo tanto amore quando mi guarda ed è una sensazione nuova per me. Soltanto in mio figlio ho letto lo stesso sentimento nello sguardo ed esattamente come con lui temo di non esserne degno.

«Non credo sarebbe la stessa cosa» scuoto la testa. «Ho sempre pensato e cantato le mie canzoni in inglesi e tradotte risulterebbero troppo diverse»

«Ok» cede Laura, ma la sua adorabile espressione diventa corrucciata mentre mi guarda. «E se mi traducessi ogni parola che hai detto? Il mio inglese è pessimo lo sai e non è che non abbia capito niente, ma giusto per essere sicura»

Rido di nuovo nell'arco di poco tempo e poi sfioro la sua fronte con un bacio.

«I really think I love you my angel»*

«Thomas» mi ammonisce Laura guardandomi male. «Sei in Italia, dovresti parlare unicamente in italiano lo sai? Cos'hai appena detto?»

«Un giorno verrai con me in America» rispondo carezzandole i capelli. «Ti porterò a visitare ogni angolo di Los Angeles e non ci sarà parola inglese che non conoscerai»

Laura sorride del mio entusiasmo, si libera dei sandali e si appoggia a me mentre guarda il cielo che ci illumina con le poche stelle visibili.

«Dove mi porteresti come prima tappa?»

Lascio che si sistemi con la testa sotto la mia e la avvolgo in un abbraccio che sembra una coperta attirandola a me come se volessi fonderla col mio stesso corpo.

«A Downton» rispondo senza esitazione e Laura alza gli occhi a guardarmi.

«Pensavo che avessi subito risposto dove c'è la scritta Hollywood, cosa c'è a Downton?»

«Una grande biblioteca che sono sicuro apprezzeresti molto di più di qualsiasi scritta conosciuta»

«Mi conosci bene» sorride Laura e c'è tanta felicità nella sua voce in quella semplice e vera affermazione. «Hai ancora una casa laggiù?»

«Sì, anche se non ci abito da un bel pezzo». Riprendo ad accarezzare i suoi capelli, sono così morbidi al tatto che mi sembra di maneggiare seta.

«Era la casa che dividevi con Ashley?» domanda Laura. La sua voce è diventata incerta mentre si addentra nel mio passato. Non so se è preoccupata della mia risposta o della mia reazione, ma nessuna delle due cose è importante.

«No quella è casa mia. In realtà è anche di John quando stiamo insieme. Per la maggior parte del tempo vive con sua madre, abbiamo stabilito così perché era più facile che gestissi le mie crisi da solo. La casa in cui ho vissuto con Ashley è restata a lei e adesso ci vive con Bud e prima che tu dica qualcosa: no, non m'interessa. Era una semplice casa e quando la vedo non rammento i nostri tempi andati, il nostro matrimonio non è stato felice come ti ho già raccontato. Il divorzio è stata la soluzione migliore, siamo stati troppo istintivi a sposarci così in fretta. L'unica nota positiva di quelle nozze veloci è stata John, quella è l'unica cosa che non cambierei»

Laura resta in silenzio, forse meditando sulle mie parole e spero che mi creda perché non sono mai stato così sincero con una donna come adesso. Ho voluto bene ad Ashley, provavo per lei una forte attrazione ma non ho mai avvertito questa sensazione di completezza che sento quando sono con Laura. Ho finalmente scoperto quello che tanti cercano per tutta la vita: ho trovato l'amore.

*Penso davvero di amarti, mio angelo

 

 

Laura

«Forse è il caso di assaggiare questa torta» decido staccandomi da lui. «Ha un aspetto delizioso e Rita è stata davvero gentilissima»

«Voglio tenerti ancora stretta, torna qui»

Sorrido e comincio a tagliare due fette che passo in due piatti di plastica. L'operazione è semplice e richiede poco tempo, ma ne impiego più del dovuto perché stasera devo metabolizzare molte cose.

«Davvero vuoi portarmi in America?»

Thomas prende dalle mie mani il piattino con la torta senza esitare un attimo.

«Certo»

«Però mi hai comprato una libreria a Maiori» gli faccio presente. «In un posto lontanissimo dal tuo mondo»

Thomas sta per dare un morso alla torta, poi ci ripensa e la rimette giù posando il piatto sulla tovaglia e afferrando la mia mano.

«Ti ho regalato una libreria perché ami Maiori, perché a Salerno non c'è niente che ti trattenga mentre qui ci sono i tuoi nonni. Ti ho comprato una libreria perché era il tuo sogno e tutti abbiamo diritto a vederli realizzati, ma questo non vuol dire che l'abbia fatto per tenerti lontana da me. Comprerò una libreria anche a Los Angeles appena ci andremo e sono sicuro che la renderai magnifica»

Sorrido e mi sento una sciocca a sospettare ancora della sua onestà. Dopo quello che ha fatto per me stasera e nei giorni scorsi non dovrei dubitare della sua sincerità, ma forse i discorsi con la nonna e il mio pessimo passato in fatto di relazioni amorose mi stanno condizionando troppo.

È tempo di lasciar perdere ogni insicurezza e seguire il mio cuore come ho sempre fatto. Mi getto tra le sue braccia e lo bacio perché è esattamente quello che avrei dovuto fare dopo la sua esibizione. Mi ha dedicato una canzone, ha scritto un componimento per me, quante ragazze possono dire lo stesso?

È inutile farsi prendere dai dubbi, dalle ansie e dalla gelosia perché la verità è una sola: amo quest'uomo e niente al mondo cancellerà questa realtà.

Il fuoco è ancora caldo dietro di noi riscaldandoci dalla brezza fresca ma piacevole che proviene dal mare, tuttavia lo avverto poco. Mi sento ardere da un fiamma diversa quando Thomas ricambia il mio bacio e i nostri respiri si fondono. A differenza degli altri baci che ci siamo scambiati, questo è più profondo, più consapevole e mi ci perdo senza nemmeno rendermene conto.

Sono sempre stata una persona che ha difficoltà a trovare calore, anche in estate vado in giro con scialli anche di lana e ormai chi mi conosce non ci fa più caso. In questo momento però, tra le braccia di Thomas, ricambiando i suoi baci appassionati la mia temperatura corporea è salita così tanto che non sento nemmeno il freddo. Sento ardere ogni centimetro della mia pelle quando Thomas traccia una scia di baci dal mio collo e scendendo sulle spalle fino a raggiungere il delicato accavallamento dei seni. Non oppongo alcuna resistenza, anzi provo anch'io l'impulso irrefrenabile di toccarlo e lo faccio sentendomi attraversare da un brivido quando sfioro la sua pelle calda e pulsante sotto le mie mani.

La testa mi gira, il respiro è affannato e sento ogni cellula del mio corpo che grida di volere altro. Cosa mi sta succedendo? Non credo di aver mai desiderato qualcosa con così intensità in tutta la mia vita e ne sono un po’ spaventata.

«Rallentiamo se è questo che vuoi»

Il sussurro di Thomas arriva come un delicato mormorio alle mie orecchie, la sua voce in quella bassa tonalità è così sexy che riesce a sconvolgere ancora di più i miei sensi annebbiati e confusi.

«Non voglio» ammetto guardandolo dritto negli occhi. «È la prima volta che mi sento così, ma non voglio che tu smetta»

«È anche per me la prima volta angel» sussurra prima di baciarmi. «Perché tu sei speciale e ogni cosa fatta con te è unica. Non ho mai provato per nessuno quello che provo te Laura, prima di incontrarti non conoscevo il significato della parola amore. Adesso lo so. Ora posso dirlo con certezza perché ne comprendo appieno il valore: ti amo»

Una nuova ondata di emozione scoppia nel mio cuore, questa volta è così potente che esplode. Mi sento attraversare dalla contentezza più pura, conosco per la prima volta la parola felicità totale e mi sento esplodere di gioia. Anche se a gesti me l'aveva dimostrato tante volte, è la prima volta che me lo dice e so che ricorderò questo momento per sempre nel mio cuore.

«Ti amo anch'io» sorrido gettandogli le braccia al collo e baciandolo. Non c'è più alcuna barriera, nessuna resistenza perché in questa serata magica dove la musica e il mare ci hanno regalato un dolce sottofondo c'è una verità inequivocabile che viene confermata. Io sono sua e lui è mio, ora e per sempre.


* * *

«Stai bene?»

La sua mano gioca ancora con i miei capelli, non so come la nonna abbia fatto a indovinare ma a quanto pare Thomas ama vedermeli sciolti perché ogni occasione è buona per toccarmeli e carezzarli con dolcezza. Il suo tocco mi rilassa e mi piace tanto, se fossi un gatto mi metterei all'istante a fargli le fusa, ma adesso ciò che mi preme è la sua risposta.

Non avrei mai immaginato che la serata proseguisse in questo modo, ma i nostri corpi nudi coperti soltanto da una coperta, che Thomas aveva portato nel caso il fuoco si spegnesse, dimostrano il contrario.

«Una domanda piuttosto insolita da fare» sorride Thomas. «Soprattutto visto che stavo per porla io. La nostra prima volta avrei voluto che fosse in una casa e non...»

«Su una spiaggia bellissima al riparo da chiunque?» lo interrompo. «Un panorama stupendo in un'atmosfera magica da pic nic, un cielo stellato e una musica appena cantata? Hai ragione che pessimo posto dove fare l'amore la prima volta, avrei preferito un'anonima stanza d'hotel non lo sapevi?»

Thomas ride contro i miei capelli e poi reclama un bacio che gli concedo senza pensarci un attimo.

«Ti amo angel, tantissimo»

Me l'ha ripetuto altre volte dopo la prima, eppure sentirglielo dire ancora una volta provoca di nuovo aumenti accelerati del mio battito cardiaco. Mi chiedo se il mio povero cuore riuscirà a sopportare tutto questo. Mi sporgo per baciarlo ancora, ma il suono della sveglia sul suo orologio mi ferma all'ultimo momento. Dopo pochi istanti suona anche la sveglia sul cellulare, Thomas è costretto a separarsi da me per raccogliere i suoi pantaloni. Mi sento arrossire quando ho una visuale completa e senza filtri del suo fondoschiena nudo mentre si china a prendere dalla tasca le pillole che so deve assumere a orari stabiliti. Mi avvolgo nella coperta e ne approfitto per rivestirmi in fretta. So che non dovrei essere in imbarazzo in questo momento, ma è più forte di me.

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