NOTE D'AMORE
Capitolo 19 di 29

Scritto il 13/08/2026
da SUSY TOMASIELLO


⏱ ~12 min · 2346 parole

Thomas

 

«Mi sembra di sì» rispondo confuso da quel brusco cambio d'argomento.

«Mi ha insegnato molte cose infatti oltre ai libri, mi rilassa tanto anche cucinare. Da quando sono a Maiori non ne ho avuto la possibilità anche perché è il regno della nonna, ma prima o poi la convincerò a riposare e mi metterò ai fornelli. Il primo piatto è quello che mi riesce meglio, anche se non disdegno certi secondi interessanti. A te piace la cucina?»

«Finché non sono io a cucinare direi di sì» rispondo sempre più perplesso. «Tutto bene Laura?»

Beve un altro sorso di vino annuendo con vigore.

«Certo»

Le sue labbra dicono una cosa, ma i suoi occhi un'altra e ho imparato ormai a capire che angel non riesce a mentire con quegli occhi color della cioccolata. Mi avvicino di più a lei e le sollevo il mento con due dita.

«Laura, che succede? Perché adoro sentirti parlare, ma mi sembri anche agitata»

«C'è una cosa che ancora non ti ho detto e quando la saprai credo che un po’ di cose cambieranno»

Se non fosse così seria e tormentata, riderei di tanta preoccupazione. Non ha ancora capito che mi è entrata nel cuore e ormai non può più uscire?

«Mettimi alla prova e dimmi di cosa si tratta»

L'allegria, la gioia nello sguardo che accendeva i suoi occhi è sparita. Adesso la preoccupazione e l'agitazione regnano in ogni angolo del suo corpo e capisco che si tratta davvero di una cosa importante, quindi resto in silenzio ad aspettare che sia pronta a dirmi tutto.

«Non conosco la musica» mormora Laura dopo qualche istante di silenzio. Parla così a bassa voce, che se non fossi così vicino a lei probabilmente non avrei sentito niente.

«In che senso?» chiedo confuso e lei sospira ancora una volta.

«Nel senso che non la conosco perché non mi è mai interessata. I libri sono stati i miei amici da sempre. Mentre le mie compagne di scuole ascoltavano musica e si facevano regalare cd nuovi, io chiedevo libri. Quando c'era un video su youtube di una nuova canzone, io guardavo le youtuber con le recensioni dei libri che avevano comprato. Sono sempre stata un po’ diversa dal mucchio forse è per questo che non avevo molte amiche ma non mi è mai pesato, perché avevo i libri»

«Non conosci la musica» ripeto sempre più perplesso.

«Quel giorno mentre facevi jogging stavi ascoltando la musica» rifletto dopo un attimo.

«Era la radio»

«Quindi ntendi dire che conosci pochi artisti?»

«No» scuote la testa Laura. «Intendo proprio che non so la differenza tra canzone pop o canzone rock e se conosco queste terminologie è solo perché le ho lette. Non conosco i nomi dei cantanti né ti so dire chi ha vinto un premio né perché. Non riconoscerei un artista famoso nemmeno se mi camminasse a fianco e non ricordo nessuno dei nomi che invece conosce tutta la gente normale. Ecco, ora sai tutto: sono una ragazza strana»

La guardo mentre assume un'espressione inquieta e anche dispiaciuta e stavolta non riesco più a trattenermi: scoppio a ridere. Rido talmente forte e così a lungo come non facevo da tanto tempo, il suono della mia risata è quasi nuovo alle mie orecchie che non riesco quasi più a fermarmi. Sono costretto a farlo soltanto quando la gola mi chiede pietà.

 

 

Laura

Non ci posso credere! Gli confesso il mio più grande segreto, una cosa che non ho mai detto nemmeno ad Aria, sebbene la consideri una vera amica, e la sua risposta è ridere. Ha riso di me senza ritegno e non riesco a capacitarmene! Mi sento offesa e anche arrabbiata, sento che è arrivato il momento di finire questa serata e mi alzo di scatto pronta ad andarmene.

«Aspetta» afferra il mio braccio Thomas. «Dove stai andando?»

«Via. È evidente che qui ti stai divertendo da solo, sarà meglio che vada giusto?»

«Aspetta» ripete Thomas. Sta ancora sorridendo, ma la sua risata infinita pare terminata. Se non fossi così arrabbiata penserei che il suono della sua risata sia una delle cose più belle che abbia sentito, ma non voglio lasciarmi distrarre. Mi sento offesa e anche ricca di rabbia e sono questi i sentimenti su cui mi concentro.

«Cosa dovrei aspettare? Che tu la smetta di ridere di me?»

«Non sto ridendo di te angel, sto ridendo perché se ci rifletti è una questione inverosimile questa»

Libero dalla stretta il mio braccio, ma lui l'afferra nuovamente.

«Lasciami finire. Sono stato per molti anni un cantante abbastanza conosciuto in America, ci sono stati dei giorni in cui non potevo uscire di casa senza che qualche paparazzo non spuntasse fuori a scattare qualche foto. Quando ho abbandonato la band, quegli stessi paparazzi erano ovunque e sono stato costretto a uscire sempre con cappelli o cappucci per nascondere il viso, sono tornato in Italia dove la mia notorietà era scarsa e poco conosciuta e oggi nessuno sembra ricordarsi di me esattamente come volevo. Ho conosciuto sempre persone che sapevano benissimo chi fossi quando si avvicinavano a me, Ashley compresa, e invece tu non conosci la musica, non sapevi chi fossi e quando l'hai scoperto non hai battuto ciglio. Tu sei la persona più meravigliosa che io abbia mai incontrato e se non conosci la musica non m'importa minimamente, conosci me e mi piace molto».

Sento l'arrabbiatura pian piano scemare anche se continuo a guardarlo di sottecchi.

«Quante fan urlanti e impazzite hai avuto?»

«Qualcuna» minimizza Thomas. «Sono felice che tu conosci il vero me, quello che c'è dietro la musica ma devi comprendere che io sono anche questo»

«Mi stai dicendo che dovrò imparare tutti i nomi, gli accordi musicali, le note e roba del genere?»

«No» ride di nuovo Thomas. «Sto dicendo che voglio che impari a conoscere anche un'altra parte di me»

Ancora non capisco cosa intende e poi lo vedo alzarsi e prendere qualcosa nascosta dietro dei sacchi. Un rumore sconosciuto riempie l'aria e sgrano gli occhi quando lo vedo tornare accanto a me con una chitarra.

 

 

Thomas

Mi siedo nuovamente accanto a lei e carezzo con dita gentili quella che per tanto tempo è stata l'estensione del mio braccio. Pizzico le corde con timore reverenziale perché sono tantissimi anni ormai, che non lo faccio. Sollevo gli occhi e scorgo Laura guardarmi con la stessa deferenza che io stavo riservando alla mia chitarra e le sorrido.

«Mentre ero a Boston ho fatto qualcosa che non svolgevo più da tempo: ho scritto una canzone. Non l'ho fatto per le continue insistenze di Alan, ma perché in quel posto lontano da te dove si stava decidendo il mio futuro ho sentito l'esigenza di scrivere. Ho perfezionato le parole e scritto le note più volte, stasera prima di venire qui a controllare che tutto fosse a posto ho preso la chitarra perché volevo farti ascoltare quello che ho scritto. Ti ho chiesto i tuoi gusti musicali per sapere se dovevo adattare la melodia a un genere che ti piace ma...»

«Ma puoi usare qualsiasi genere» mormora Laura. «Ogni cosa che canterai mi piacerà tantissimo»

«Aspetta a dirlo. Sono parecchio arrugginito»

«Ho detto che non conosco la musica» mi corregge Laura. «Non che non mi piace e quello che ho ascoltato su Internet mi piaceva molto»

Sorrido perché il suo sguardo è sincero, i suoi occhi mi guardano fiduciosi e io so che è la spettatrice giusta stasera, perché in fondo questa canzone è solo per lei.

«Chiudi gli occhi»

«Cosa? Perché non posso guardarti mentre suoni? Hai sicuramente partecipato a tanti concerti e tutti potevano vederti, perché io no? Non è giusto, voglio...»

«Laura» l'ammonisco divertito. «Chiudi gli occhi, voglio che senti il rumore del mare e quello della mia chitarra prima che inizi a cantare, poi potrai aprire gli occhi quando vuoi, ma inizialmente devi tenerli chiusi. Puoi farlo per me?»«D'accordo» asserisce sistemandosi comoda e chiudendo gli occhi. Controllo che non sbirci e poi mi concentro sulla chitarra che posiziono meglio tra le gambe. È da tanto che non la prendo in mano, non so esattamente perché quando sono partito l'abbia portata qui con me. C'era un tempo in cui non riuscivo a farne a meno, giorni lontani in cui senza la mia chitarra mi sentivo perso. Ho continuato a suonare anche quando ho scoperto della mia malattia, ho composto delle canzoni che Alan ha sempre definito migliori di tutto il mio repertorio quando stavo male e poi ho smesso. Lasciando la band, ho abbandonato anche i miei sogni, la mia passione, la mia musica perché sapevo che non avrei mai potuto averla come prima. Ho cercato di bandirla, cancellarla, estirparla ma la musica non è mai sparita. È sempre stata parte di me e per la prima volta dopo anni sento l'esigenza di buttare fuori quello che ho dentro. Comporre musica è sempre stato questo: dare voce a emozioni che troppo intense volevano uscire fuori. Non ho quasi chiuso occhio l'ultima notte a Boston perché l'antica ispirazione di una volta mi ha tenuto sveglio e lucido per scrivere. Abbandonando la mia carriera, ho anche detto addio alla mia voglia di creare e, fino a quella sera in cui cercavo freneticamente una carta e un foglio, credevo che la mia creatività fosse sparita. Poi nota dopo nota, la familiare sensazione di plasmare ogni accordo mi ha riportato indietro nel tempo, avrei voluto avere con me la chitarra per controllare che ogni cosa andasse bene ma non ne ho avuto il tempo. Ho conservato la mia nuova canzone e stasera preso da un istinto quasi sconosciuto, mi sono deciso a suonarla per la prima volta. Non ho fatto prove prima, nessuna esercitazione e non è da me. Di solito lo faccio molte volte finché non sono soddisfatto del risultato, non ho mai fatto ascoltare le mie canzoni a qualcuno senza averle provate più e più volte. Laura però è diversa, angel è l'unica persona stasera che voglio ascolti la mia musica perché in fondo tutto quello che ho scritto è dedicato solo a lei.

 

 

Laura

Faccio come mi ha detto: chiudo gli occhi e l'unico rumore che sento in questa spiaggia deserta è il mare. Il suo rumore ha avuto sempre il potere di trasmettermi pace e tranquillità, anche stasera compie la sua magia. Le onde che s'infrangono sulla riva mi donano quella calma familiare capace di rilassarmi senza problemi. Poi nel bel mezzo di quel ritmo preciso e costante sento altro: la musica. Mi trattengo dall'aprire subito gli occhi perché gliel'ho promesso e lascio che quel motivo lieve e intenso mi avvolga in un bozzolo caldo e rassicurante.

Non sono in grado di capire se si tratta di una melodia vecchia o nuova, so solo che sembra accarezzarmi in un gesto dolce e tenero. In questo momento desidero e voglio che la carezza mi sfiori, mi tocchi perché ho intenzione di sentirla più vicina e renderla soltanto mia.

Mi sto abituando ad ascoltare queste note che galleggiano nell'aria e si posano proprio accanto a me quando la sua voce mi coglie di sorpresa.

L'ho già sentito cantare attraverso uno o più video di youtube, ma non sono minimamente preparata ad ascoltare la sua voce a pochi centimetri da me.

È intensa, melodiosa, mi trasporta senza difficoltà verso di lui come se mi stesse aspettando a braccia aperte e io non vedessi l'ora di buttarmici a capofitto.

*Now that I met you

 

I do not want to let you go anymore

YOU ARE MY ANGEL
ANGEL
ANGEL

 

You gave me life, you gave me hope, you gave me love

Before I met you I saw only darkness, now there is so much light

You are my light, you are my angel, you are my love

MY ANGEL
ANGEL
ANGEL

 

Apro gli occhi mentre Thomas continua a cantare. Le note della chitarra accompagnano quella voce che mi procura brividi lungo la schiena e non riesco a smettere di guardarlo. È così concentrato, assorto come se la canzone, la musica e la stessa chitarra diventassero un tutt'uno con lui.

La sua voce è graffiante, intensa e mi arriva dritta al cuore che in questo momento è sul punto di esplodere. Sento gli occhi farsi umidi e non trattengo le lacrime che mi scorrono lente sulle guance. Mai nessuno in vita mia mi aveva fatta sentire così desiderata, così amata e non credo di riuscire a sopportare tanta emozione senza che in qualche modo la esterni.

Quando la canzone termina e incrocio gli occhi di Thomas, sto ormai piangendo silenziosamente, ma tra le lacrime sorrido perché sono felice. Tantissimo.

«Laura» mormora Thomas forse confuso dalla mia reazione. Posa la chitarra nella custodia e mi guarda confuso. Apre la bocca per dire qualcosa, ma poso un dito su quelle labbra prima che pronuncino una sola parola.

«È stato bellissimo. La canzone era stupenda e tu sei stato magnifico»

«Piangi» sussurra lui asciugandomi le lacrime con il dorso della mano.

«Mi capita spesso di commuovermi così, non farci caso» sorrido tra le lacrime. «Ma mi è piaciuto tanto, davvero. Non ho mai sentito niente di più bello»

«Non credo che tu sia obiettiva a riguardo» replica Thomas mentre mi bacia piano le guance e asciuga le mie lacrime con i suoi baci. «Mi hai appena confessato la tua scarsa conoscenza della musica, potrebbe tranquillamente essere una schifezza e tu non lo sapresti»

«So che mi è arrivata direttamente qui» affermo posandomi una mano sul cuore. «E sono sicura che sia partita proprio da qui.» Appoggio la mano sul suo cuore. «È stato fantastico e adesso credo di amare completamente la musica»

Thomas ride mentre mi abbraccia. Lo ricambio stringendolo forte perché questo momento che abbiamo condiviso è davvero qualcosa di magico.

*Ora che ti ho incontrata

 

Non voglio più lasciarti andare

SEI IL MIO ANGELO
ANGELO
ANGELO

 

Mi hai dato la vita, mi hai dato speranza, mi hai dato amore

Prima di incontrarti vedevo solo l'oscurità, ora c'è tanta luce

Sei la mia luce, sei il mio angelo, sei il mio amore

IL MIO ANGELO
ANGELO
ANGELO

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