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Laura
«Si è svegliato».
Tre parole e il mondo ha ripreso a girare nel verso giusto. Tre vocaboli che hanno avuto il potere di far battere più forte il mio cuore. La chiamata di Ashley ha cancellato ogni segno di stanchezza, in fretta mi cambio e sono pronta per andare da lui. Mi trattengo dal correre in ospedale solo perché devo aspettare John, anche lui è impaziente e comincia a inveire contro Bud che invece sta perdendo tempo perché non trova le chiavi della macchina.
Ashley e Bud hanno preso una stanza in albergo durante l'operazione di Thomas perché sapevano che sarebbe durata più di un giorno la sua convalescenza. Sono stati gentilissimi a offrirmi una stanza, non hanno voluto sentir ragioni quando ho tentato di protestare e nonostante le mie iniziali titubanze questa strana convivenza ha funzionato.
John per fortuna è bravissimo a fare da interprete tra me e Bud che, a parte la lingua, trovo sia una persona molto gentile. È evidente che straveda per Ashley ma ha anche un bellissimo rapporto con John, me ne accorgo dai piccoli gesti di due persone che vivono insieme da molto. Trovo molto bello che Thomas e Ashley siano riusciti a creare un ambiente familiare sereno per John nonostante le difficoltà, evidentemente gli americani sono di mentalità più aperta rispetto a noi italiani.
Bud ha una guida molto sportiva, eppure mi sembra che ci metta una vita per raggiungere l'ospedale. Ogni minuto che passa mi sembra infinito e devo sforzarmi per non urlargli di accelerare.
Hanno messo in standby i loro lavori per essere qui presenti e lo trovo molto bello, non so se altri avrebbero fatto lo stesso.
L'ospedale è diventato un luogo molto familiare per me al contrario di Boston che non conosco affatto. Ashley ha tentato di spingermi a uscire per visitare questa città per me sconosciuta, ma ho sempre usato la scusa della mia scarsa conoscenza della lingua per non andare. La verità è che visitare questo luogo nuovo mi sarebbe piaciuto tantissimo, ma non in questo momento. Per ora Boston rappresenta per me il luogo dove Thomas è ricoverato e non ha altra attrattiva se non quella di vederlo sveglio e finalmente tra noi.
Quando entriamo in ospedale, lascio che sia Bud a parlare con gli infermieri. Non è orario di visite e stanno facendo un po’ di storie per passare, con il mio inglese pessimo non riuscirei ad averla vinta nemmeno se volessi quindi lo lascio fare e finalmente ci sorride.
John stringe la mano con un sorriso allegro che non gli vedevo da giorni. Entriamo in ascensore dove ci sono già delle persone che parlano in inglese tra loro. Bud risponde loro qualcosa e non mi preoccupo di cercare di capire cosa dicono, semplicemente non m'importa.
Tra quei corridoi che ho imparato a conoscere e temere incontriamo Ashley che abbraccia prima John e poi Bud rivolgendomi un grande sorriso.
«Il dottore lo sta visitando, ma è ok»
I suoi occhi lucidi per poco non fanno commuovere anche me. Nello stesso momento entrambe ci stringiamo in un forte abbraccio. In questi giorni abbiamo condiviso tanto e ci siamo avvicinate molto, non l'avrei mai pensato ma Ashley è una di quelle persone che mi piacerebbe avere come amica. È strano pensarlo, avrei creduto di odiarla, di provare sempre soggezione al suo fianco invece mi ha dimostrato che dietro la sua apparenza di donna bellissima e sicura di sé ha un cuore d'oro e tiene davvero tanto a Thomas. La loro storia semplicemente non ha funzionato, ma l'affetto reciproco è rimasto.
Sono così concentrata su Ashley che mi accorgo in ritardo dell'arrivo di Rita. Ha un'aria trafelata, in questi giorni sembra invecchiata perché la paura e la preoccupazione non hanno giovato al suo corpo. È la prima a parlare col medico appena esce dalla stanza, guardo Ashley in cerca di aiuto e maledico per l'ennesima volta la mia non conoscenza della lingua. Prometto a me stessa che frequenterò una scuola d'inglese quanto prima, sono davvero stufa di essere sempre lasciata indietro nei discorsi e invidio tantissimo persino John che segue con attenzione ogni parola riuscendo a capire tutto.
«Ha bisogno di fare controlli endocrinologici periodici» traduce Ashley. «Nei prossimi giorni dovrà essere tenuto sotto controllo perché potrebbe avere problemi, ma nel complesso sta bene»
Sta bene. Quanto amo queste parole. Mi fanno sentire sollevata, felice e ricca di gratitudine, perché in alcuni momenti avevo davvero il terrore di non sentirle queste due semplici parole.
«Bisogna controllare l'alimentazione e non fare sforzi per i primi tempi» prosegue la traduzione Ashley. «Al primo segno di anormalità deve essere subito portato in ospedale. È molto importante che almeno per i primi tempi sia sempre sotto controllo»
Ashley si gira a guardarmi con un'espressione rassegnata.
«Non ho intenzione di combattere con lui, sai quanto è testardo. Quindi mi auguro ci penserai tu a fargli rispettare questi termini altrimenti dirò a Bud di prenderlo a pugni e non sto scherzando»
Sorrido perché so che ha ragione. Sarà dura impedire a Thomas di muoversi e di essere costantemente sotto controllo, ma deve farlo per il suo bene e m'impegno a fare in modo che ciò accada.
«Conta su di me»
«Andiamo» ci dice Rita in tono emozionato. Mi accorgo che il medico è andato via e quindi velocemente entriamo tutti nella stanza. Non è la prima volta che lo faccio, in questi giorni sono stata spesso in questa camera, ma lui era sempre incosciente e non so nemmeno se si è accorto della mia presenza. Sentivo però che dovevo farlo, c'era bisogno che restassi al suo fianco anche se non poteva vedermi e adesso è tutto diverso. Ora posso finalmente guardare i suoi occhi blu e mi rendo conto che mi erano davvero mancati tantissimo. Sono affaticati, lucidi ma brillano come un faro nella notte e io ho solo voglia di perdermi in quello sguardo e fare in modo che non si chiudano mai più.
John è il primo a lanciarsi verso suo padre, Ashley lo rimprovera di far piano ma Thomas ride stringendolo e per me quella risata è meglio di qualsiasi parola potesse pronunciare. È un suono che mi riscalda il cuore e non vedo l'ora di sentirglielo rifare ancora e ancora.
Rita non riesce a trattenersi e piange mentre lo riempie di baci, Bud gli dice qualcosa in inglese e c'è una risata generale che mi fa sorridere anche se non ho capito cosa hanno detto. Sorrido perché mi piace quest'atmosfera rilassata che si respira dopo tanti giorni di logorante attesa.
John non smette un attimo di parlare, quel bambino sembra rinato ora che suo padre è sveglio e può rispondergli. È stata durissima per lui forse più di tutti noi e trovo bellissimo che voglia recuperare il tempo perduto tenendolo aggiornato sugli ultimi giorni. Scorgo gli occhi di Thomas incrociare i miei più di una volta, ma lascia che suo figlio continui a parlare perché evidentemente anche per lui è una gioia averlo vicino e sapere che è tutto finito. Sono consapevole che nella sua vita suo figlio rappresenti una priorità e non mi sento messa da parte, semplicemente è giusto che questo momento sia soltanto loro.
«Now let your father rest»* interviene Ashley posando una mano sulla spalla del figlio. John protesta, ma sua madre lo aiuta a scendere dal letto e lui sbuffa spazientito.
«Ok, ok»
Ashley mi rivolge un sorriso complice. Esce insieme al figlio mentre Bud accompagna Rita a prendere qualcosa da bere chiudendo la porta dietro di loro. Siamo soli, non penso nemmeno per un minuto di seguirli fuori perché mi avvicino al letto di Thomas. Per la prima volta da giorni quando stringo la sua mano e ricambia la stretta, mi sento benissimo anche per questa piccolissima ma grande vittoria.
*Ora lascia risposare tuo padre.
Thomas
«Ciao» mormora Laura prendendo la mia mano e portandosela alle labbra. L'ultimo ricordo che ho di lei è quando mi stringe la mano nello stesso modo in una stanza simile, ma io ero impossibilitato a fare altro che salutarla. È un ricordo straziante che non vorrei rivivere, poi però la vedo sorridermi e ogni pensiero brutto è cancellato. La sua espressione è più serena dall'ultima volta che l'ho vista, i suoi occhi sono ricchi di quell'amore che mi ha dato la forza per lottare, per sopravvivere, per vivere.
«Sei tornato da me» sussurra Laura abbracciandomi. «Sei tornato» ripete stringendosi al mio collo come se non riuscisse a crederci.
A volte abbiamo bisogno di un contatto fisico per renderci conto che le cose sono reali. Cerco di spostarmi per farle spazio, ma i miei movimenti sono lenti e impacciati e faccio molto poco. Laura riesce però a trovare un posto ristretto accanto a me e non smette di sfiorarmi con quelle sue mani delicate che ricordo distintamente di averle sentite toccarmi in questi giorni.
Sfiora con lentezza la barba che Bud mi ha consigliato di togliere quanto prima, tocca i capelli che avrebbero bisogno di essere lavati e poi carezza gli occhi guardandomi con un'intensità che mi rapisce.
La mia mano agisce di volontà propria quando raggiunge quei capelli che avevo pensato di non toccare più e lascio che questo momento di silenzio crei quella pace nei nostri cuori di cui abbiamo bisogno. Ho seriamente pensato di non farcela, per anni ero certo che la mia fine sarebbe arrivata ed ero preparato. Poi quando quel momento è giunto, ho capito che non avrei potuto lasciare questo mondo. Non sarei stato in grado di abbandonare il mio angelo, la mia forza, la mia luce, il mio cuore. Lei mi ha ridato speranza e la grinta necessaria per combattere, è per questo che sono tornato. L'ho fatto per lei. L'ho fatto grazie a lei.
Sentirla stretta a me, il suo cuore che canta solo amore rende quest'oasi di pace perfetta e intoccabile. Ho sempre pensato all'amore come un sentimento che nasce col tempo, erroneamente ho creduto che con Ashley sarebbe successo e invece la conoscenza dà molto poco se non c'è quell'unione di cuori che si congiungono fino a diventare uno. Con Laura ho trovato quella pace e quella completezza che mi mancava, con lei ho scoperto cosa vuol dire veramente amare e soltanto per questo mi sento sereno col mondo intero. L'amore è anche forza e io l'ho sperimentata, senza quest'emozione così potente non sarei riuscito a superare niente. In mancanza di questo, adesso non sarei qui.
«Ti amo» sussurro baciandola tra i capelli. «Non hai idea di quanto ti ami mio dolce angelo e non so nemmeno se riuscirò mai a dimostrartelo»
«Beh io avrei un'idea in proposito.» Laura solleva gli occhi a guardarmi e scorgo un sorriso birichino mentre mi accarezza i capelli. «Potresti cominciare a rimetterti presto, ascoltando ogni indicazione del dottore senza fare nessuna storia»
Apro la bocca per protestare, ma Laura posa una mano sulle mie labbra.
«E con questo si intende ancora riposo assoluto quindi non ti azzardare a dire che vuoi alzarti per andartene via. Senza l'ok del medico, da qui non ti muovi»
«Vuoi davvero tenermi relegato in questo letto? Sul serio pretendi che resti qui?»
«Assolutamente» risponde subito Laura guardandomi con serietà. «Ho rischiato di perderti e non voglio ripetere quest'esperienza mai più perciò farai come ti dico e non accetto discussioni»
«Prepotente e dittatrice».
Laura
«Responsabile e amorevole» lo correggo baciandogli una guancia. «Si fa a modo mio perché ti amo brutto testone e voglio solo che stai bene presto»
Thomas sorride e poi mi bacia. Ho desiderato farlo quando ho oltrepassato la soglia di quella porta e l'ho visto sveglio, mi sono frenata dal saltargli addosso come ha fatto John soltanto perché non eravamo soli, ma adesso è diverso. Ora ricambio quel bacio come se avessi atteso troppo tempo e non riuscissi a frenarmi. Le labbra calde di Thomas sfiorano le mie dapprima con una dolcezza infinita, poi diventano più esigenti, pretendono il mio completo abbandono e io sono pronta. Quest'uomo è entrato con delicatezza nel più profondo del mio cuore e ora potrebbe essere cacciato via soltanto con la forza e nemmeno in quel caso sono certa funzionerebbe.
In questo bacio non c'è solo amore, c'è fiducia, speranza e la possibilità di crearci un futuro insieme stavolta senza nessun ma ipotetico, perché la vita ci ha dato una seconda possibilità e so che nessuno dei due vuole sprecarla.
Il mio corpo canta sotto le sue carezze come se suonasse quella chitarra che ama, gemo contro di lui perché sono completamente in balia delle sue mani, delle sue labbra. La mia gola emette quasi un lamento quando ci separiamo e sono privata del suo tocco, dei suoi baci. Mi sento pervadere da un fuoco che ha appena innescato e mi avvicino di più per riprendere da dove abbiamo interrotto, ne voglio ancora, bramo di più.
«Se potessi uscire da questa stanza, sarei in grado di accontentarti, ma per ora credo che sia sufficiente questo» mi dice Thomas baciandomi la punta del naso. «Sicura che vuoi che resti in questo letto?»
Sgrano gli occhi di fronte al suo autentico tentativo di corruzione e un lento sorriso mi affiora sul volto.
«Sfrontato e arrogante»
«Innamorato e deciso» mi corregge baciandomi piano per poi guardarmi seriamente. «Ora che abbiamo chiarito certi punti, penso sia arrivato il momento di dirmi perché non hai rispettato la promessa che mi avevi fatto»
«Invece l'ho fatto» rispondo prontamente. Thomas mi scruta dubbioso e io annuisco. «Rispetto sempre le mie promesse e così è stato. Mi hai detto di non seguirti quando saresti partito per quest'operazione e ho eseguito alla lettera le tue indicazioni anche se non volevo. Ho pensato alla libreria anche se la mia testa era altrove, Aria mi ha aiutata molto con la pubblicità e sta andando tutto benissimo»
«Però sei qui»
«Non mi hai detto di non seguirti dopo l'operazione, non ho infranto nessuna promessa.» Il mio sorriso è vittorioso mentre lo guardo fare una smorfia contrariata. «Come pensi che avrei potuto pensare a me stessa quando eri qui in pericolo di vita? Dopo averne parlato con i nonni, ho deciso di venire. Ashley è stata gentile a ospitarmi e anche se con Bud ci scambiamo soltanto un "ciao" quotidiano è simpatico.
Sono venuta qui perché questo era il mio posto e se pensi che una promessa strappata in un momento critico poteva fermarmi, allora hai capito ben poco di me»
Thomas sospira, so che vorrebbe dirmi che non è d’accordo. È ovvio che vuole rimproverarmi, sono perciò sorpresa quando le sue labbra si posano tra i miei capelli.
«Grazie di essere qui»
«Non vorrei essere in nessun altro posto»
«E chi si sta occupando della libreria mentre sei qui?» domanda Thomas senza smettere di accarezzare i miei capelli. Mi piace molto e penso che potrei abituarmi molto velocemente.
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