Sembra che le cose abbiano trovato la giusta collocazione e nulla è più in disordine. Come non mi accadeva da tempo, mi sveglio con il sorriso sulle labbra e riesco a godermi dei momenti di pausa.
Ricordo che, con il mio primo grande amore, la sensazione del cuore leggero mi faceva sentire euforica ed ebbra di gioia. L'amore che provo è più potente e si espande intorno a me, influenzando anche chi mi sta accanto. Mi reco al lavoro canticchiando, realizzo i miei disegni con colori vivaci, o tenui tinte pastello e ho un approccio diverso con i nostri collaboratori. Forse lady iceberg si sta davvero sciogliendo.
Tutto bello, tutto perfetto… ma non ora.
«Smettila di sbuffare. Resta concentrata» mi riprende Logan. «Tieni i piedi ben piantati sul pavimento, piega leggermente le ginocchia, stai dritta con la schiena e non spostare in avanti in busto, così il baricentro rimane perpendicolare. Ora metti la mano destra sull'anca e rivolgi verso l'alto il palmo della sinistra. Muovi lentamente il braccio verso destra… perfetto così… gira la mano, alza il braccio e ritorna a sinistra. È come se stessi disegnando un ovale nello spazio davanti a te. Accompagna il movimento del braccio con il busto e rendi tutto fluido e armonioso. Brava… così.»
Facile per lui eseguire i movimenti di tai chi, sembra che stia danzando quando si muove. Sono alla mia terza lezione individuale e non è servito a nulla dirgli che non voglio usare il buono che mi ha regalato a New York, o che non mi piace muovermi così piano. Perché non è vero. Dopo ogni lezione il corpo è rilassato, dormo meglio e mi sento più snodata. C'è poi l'esercizio iniziale per regolare il respiro che pratico quando inizio ad avvertire la tensione sulle spalle.
La grazia e l'eleganza dei suoi movimenti sono incredibili, in netto contrasto con quelli che compie quando si allena nel judo.
Siamo uno di fronte all'altra ed è difficile staccare gli occhi dalle sue mani o smettere di fissare la solidità delle gambe che, citando le sue parole, tiene ben piantate al pavimento. Cerco di rimanere distante da lui, resistendo alla tentazione di abbandonarmi all'energia che emana attraverso la serenità del viso, il respiro controllato e la possente fisicità.
«Tesoro… dove hai la testa?» Fra poco la sua pazienza andrà a farsi benedire.
«Logan, è inutile fare questo.» Ci indico con la mano. «Sfruttiamo il tempo in un altro modo.» Raddrizzo le ginocchia e abbasso le braccia per andargli incontro.
Scuote la testa, ma rimane nella posizione che mi stava mostrando. Sorrido, fissandolo negli occhi, e ne approfitto per accarezzarlo leggera con una mano lungo il braccio teso, provocandogli la pelle d'oca. Gli giro intorno e mi metto dietro la sua schiena. Picchietto la sua mano destra per fargli capire che la deve spostare.
«Resta con le gambe allargate e parallele alle spalle. Piega un po' le ginocchia. Porta avanti le braccia e, mentre le sollevi, raddrizza le gambe… mentre le abbassi piega leggermente le ginocchia. Usa le mani come se stessi spingendo l'aria verso il pavimento.» Sussurro le indicazioni al suo orecchio. Non dovrei stargli così vicina, ma anche questo si può considerare un equilibrio di yin e yang: l'oscurità e la luce, la terra e il cielo, io e lui. «Ripeti il movimento lentamente per almeno cinque volte. Svuota la mente, ascolta il tuo respiro e rilassa il tuo corpo.» Mi sposto un po' e osservo i muscoli della schiena e delle spalle che si intravedono attraverso la maglietta bagnata. Deglutisco. Torno di fronte a lui e mi impongo di non baciarlo. Non ancora, perlomeno.
Tiene gli occhi chiusi, non protesta per l'interruzione e l'inversione di ruoli. Logan non è un maschio alfa. Spesso, nei film romantici viene proposto questo modello di uomo, ma lui non può comportarsi così con me perché ci conosciamo da troppo tempo e sappiamo come replicare, usando battute sarcastiche o atteggiamenti pungenti. Però, il suo essere posato e zen gli dona un'autorità che, alle volte, prende sopravvento anche su di me.
A parte rare eccezioni, non perde l'occasione per farmi notare che sto mangiando male o bevendo troppo caffè. Mi ha portata a cena nel suo ristorante vegano preferito, ma una bistecca cotta ai ferri non la batte nessuno. Lui è convinto che mi trascinerà dalla sua parte salutista e ammetto che gli incentivi che mi propone non sono niente male: i suoi baci sono qualcosa di spettacolare, le sue attenzioni mi fanno sciogliere, ma mi fanno anche esasperare, soprattutto quando mamma è nei paraggi e si convince ancora di più che il suono della marcia nuziale sia imminente.
Logan sa come farmi sentire bene e amata. Non mi sono mai sentita così libera di toccare qualcuno, chiedere, ricevere e, alle volte, pretendere.
«Ora, restando fermo sulle gambe, alterna i movimenti delle braccia. Portane uno con il palmo della mano rivolto verso il petto, mentre l'altro lo sposti dietro alle spalle con il palmo della mano rivolto verso l'alto. Fai in modo di tenere le braccia distese e con le mani speculari, per poi avvicinarle e invertire le posizioni.» La voglia di toccarlo mi sta facendo formicolare le mani e aumentare l'impazienza. Devo resistere. «Ripeti l'esercizio tre volte.»
Distolgo lo sguardo da lui e lo sposto verso la finestra, per ammirare in giardino di notte. Logan sa quanto mi piaccia questa sala e la usiamo ogni volta che il dojo è chiuso. In sottofondo ci accompagna una melodia rilassante, con il rumore dell'acqua che scorre, e l'aria profuma di incenso al sandalo. La luce è soffusa e un angolo è illuminato da tre candele che galleggiano in una ciotola piena d'acqua. Se chiudessi gli occhi, mi ritroverei a vagare con la mente ovunque e da nessuna parte.
«Adoro il giardino di notte, soprattutto in questa stagione» sussurro ormai prossima al vetro.
«Io adoro te.» Il suo respiro mi sfiora il collo. Mi abbraccia da dietro e rimaniamo a fissare la notte alla finestra. «Cosa devo fare con te?»
«Amarmi» dico con voce fievole. Appoggio la testa sulla sua spalla e unisco le nostre mani. «Non devi più spingermi a venire qui di sera tardi per insegnarmi il tai chi. Sfruttiamo i nostri momenti in maniera più proficua.»
«Tipo?»
Lambisce con la punta della lingua il lobo del mio orecchio, rendendo faticoso il mio respiro. Mordicchia il collo e poi lo riempie di baci leggeri come ali di farfalla. Porto le mani in alto e le intreccio dietro la sua testa.
Mi preme contro la finestra e riesco a voltare di lato la testa.
Conosco la sua gestualità e stasera non avrò il Logan romantico che mi bisbiglia ti amo fra le labbra. Avrò il Logan forte, irruente e determinato, che mi tratterà come una bambolina fra le sue mani. Anche se non sarà gentile, mi farà sentire amata, protetta e desiderata. Devo lasciarmi andare e abbandonarmi a lui.
Porta le mie mani sopra la mia testa. Ansimo e il fiato appanna il vetro freddo. Non c'è bisogno che mi dica nulla, so che devo stare ferma. Cerco di inspirare con il naso e non riempire la stanza con i miei respiri che già echeggiano nella sala.
Si china e mi toglie i pantaloni, mentre si rialza sfiora con le dita le mie gambe provocando dei brividi ovunque. Non perde mai il contatto con la mia pelle. Solleva la maglietta e la attorciglia attorno ai miei polsi. Dedica del tempo a baciare prima un braccio e poi l'altro, scende sulle spalle, fino alla base della schiena.
Traggo beneficio dal freddo del vetro e ci appoggio la fronte per raffreddare il viso.
Fa scivolare le mani sui miei fianchi, li cinge e mi gira di fronte a lui.
Il ti amo che gli sto dicendo guardandolo negli occhi è reale e non mi preoccupo più se è troppo presto per esprimerlo. Sono persa, letteralmente, fisicamente ed emotivamente.
«Ti amo» mormora, prima di avventarsi sulla mia bocca e dimostrarmi il suo amore.
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