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UN TEMPO PER TACERE, UN TEMPO PER PARLARE…
Mi alzo da terra con il cuore ancora sotto sopra, sto per salire il primo scalino e non credo ai miei occhi. La scarpa. Ne ho solo una, dov’è finita l’altra? Manca quella con il tacco rotto. Vorrei correre nel vialetto a cercarla, ma ho paura che Liam sia ancora lì fuori.
E adesso?
Corro alla finestra della sala per controllare se lui c’è ancora, ma non vedo nessuno. Provo a uscire dal retro e la sua figura è lì, sul ciglio della strada. Sta salendo su un taxi. Appena sparisce dalla mia vista una sensazione strana mi pervade. Possibile che abbia sperato di rivederlo e sono dispiaciuta che se ne sia andato?
Zoe, torna in te.
Non puoi pensare queste stronzate.
Ripercorro il vialetto e ritorno alla porta, ma della scarpa non c’è ombra. Sono sicura che le avevo entrambe quando sono scesa dal taxi, e le avevo ancora quando Liam…
Guardo il muro che pochi istanti prima ci ha visti amanti e un plotone di elefanti inizia a marciare nel mio stomaco. Cazzo. Penso e ripenso, ma non trovo altre soluzioni: l’ha presa lui, anche se rotta.
Il mio cervello traditore non perde occasione di mostrarmi immagini di Liam che la porta ad aggiustare e poi me la fa trovare adornata da un fiocco. Lui inginocchiato davanti a me, il suo bel sorriso e io…
Zoe, smettila! Che cazzo stai pensando?!
Non avevo mai provato nulla di simile, per qualunque ragazza questo è qualcosa di meraviglioso, il momento tanto atteso, invece per me si sta rivelando un incubo. Rientro in casa e corro lungo le scale fino in camera.
La porta è socchiusa e la luce accesa. Mi blocco. Sono sicura di non averla lasciata così.
Non sarà mica Chloe che sta aspettando il resoconto della serata? Mi auguro di no perché non so se sarei in grado di sopportare
il suo terzo grado, non dopo l’assalto di Liam.
Perché non riesco a togliermelo dalla mente? Non riesco a spiegare questo vuoto allo stomaco e quel calore improvviso al solo pensiero del nostro bacio appassionato.
Incrocio le dita, sospiro, e mi convinco di essere pronta ad affrontare mia sorella.
Come un ebete, però, mi trovo a sorridere mentre varco la soglia.
«Ti stavo aspettando, Zoe.»
Quasi mi aggrappo al soffitto quando riconosco la voce arrabbiata di Ryan.
«Porca vacca!» Per poco non urlo dallo spavento. Mi copro la bocca con le mani quando mi ricordo che potrei svegliare tutti e allora sì, che sarei nella merda. «Che ci fai qui? Sei impazzito?» chiedo cercando di riprendermi. Come gli salta in mente di
farsi trovare nella mia camera, senza preavviso, e parlarmi in quel modo?
«Perché cazzo stavi baciando quel coglione di O’Neill?» Si alza dal letto e mi viene incontro con aria minacciosa. La rabbia trattenuta a stento.
Fermi tutti! È impazzito!
Mi ha rifiutata, mi ha spezzato il cuore e adesso mi fa il terzo grado su chi ho baciato?
«Vattene Ryan, io non devo darti alcuna spiegazione.»
«Perché lo hai baciato?» continua imperioso.
«Ryan, non te lo ripeto più. Non ti devo nessuna spiegazione. Non dopo che mi hai definito come una sorella.»
«Io…»
«Vattene, Ryan, adesso.» Alzo appena il tono della voce e gli indico l’uscita col dito. Dito che vorrei ficcargli negli occhi, ma devo trattenermi.
Sono stanca e a pezzi. Troppe emozioni per una sola sera. Se lui non esce entro trenta secondi da questa stanza credo che scoppierò a piangere per il nervoso che ho accumulato in queste ore.
«Mi dispiace Zoe, sono stato un coglione lo ammetto, ma tu mi hai preso…»
«Hai già detto quello che dovevi, ora ti prego, vattene.» Mi sento al limite, potrei scoppiare a piangere da un momento all’altro.
«Non posso» sentenzia avvicinandosi. Vorrei arretrare, ma non riesco a muovermi. «Non voglio. Ho bisogno di sapere» sussurra al mio orecchio sfiorandolo con la sua bocca.
Mio Dio, che succede? Perché si sta comportando così? Perché non sento le farfalle, o quel cavolo che sono, visto che mi ha appena baciato l’orecchio?
I nostri sguardi si incatenano e quello che leggo nei suoi occhi è ben lontano da ciò che ho visto qualche ora fa.
Ryan Anderson sta bruciando.
Per me.
Zoe, smetti di sognare!
«Sono andata al Club, però ho scordato il mio documento falso, Ronnie mi ha permesso di entrare ma, all’infuori di una soda, non mi hanno servito altro. Volevo bere, stordirmi e dimenticare te» sbuffo e lui resta lì. Non fiata e non si muove di un centimetro. «Me ne sono andata e, furiosa, ho chiamato un taxi.
Mentre lo stavo raggiungendo si è rotto il tacco della scarpa perché il karma ha deciso di ripagarmi, visto che sono di mia madre e lei manco lo sa che le ho prese, e l’ho persa nel tentativo di tirarla. Liam era lì, l’ha raccolta, abbiamo discusso e poi mi ha obbligata a dividere il taxi.» Agito le mani come se dovessi discolparmi. Non so perché glielo sto raccontando, forse spero che si stufi e se ne vada. Pensi che sono pazza e mi cancelli dalla sua vita. «Arrivati a casa mi ha rincorsa perché voleva che io lo perdonassi per la storia di Lucy e poi mi ha detto che mi ha sempre desiderata.» Scoppio a ridere ascoltando le mie parole. «Che strana la vita, l’unico uomo che ho sempre odiato mi desidera mentre quello che amo da sempre mi rifiuta.» Abbasso lo sguardo e libero tutta la mia tristezza.
«Non ti ho rifiutata, ero solo spaventato. Mi hai colto di sorpresa e ho reagito d'impulso.»
Cazzo. Allora ho detto a voce alta il mio pensiero!
«Lo hai baciato perché volevi sentirti desiderata?»
«No!» Mi allontano da lui. Come può pensare una cosa del genere?
«Perché allora?» chiede passandosi una mano tra i capelli. Sembra frustrato.
«Non lo so! Lui mi ha baciata, mi ha sorpresa, e…» Non posso continuare, non posso dirgli che appena le nostre labbra si sono sfiorate qualcosa si è smosso dentro di me. Lo volevo, l’ho desiderato ardentemente. Mi sembra di sentire ancora il suo profumo. Merda.
Come posso pensare a un altro quando ho l’uomo dei miei sogni qui davanti a me?
«Ti è piaciuto.»
«Ma che domande sono?»
«Non era una domanda. Ti è piaciuto.»
Gli tappo la bocca, ma lui reagisce afferrandomi le braccia. Le porta dietro la mia schiena e stringe.
«Lasciami Ryan, mi fai male.»
«No, finché non confessi.»
Ma cosa gli sta succedendo, perché è così importante saperlo?
«Perché t’interessa?»
«Avrei voluto essere al suo posto. Doveva essere il nostro bacio.»
Rimango senza fiato. Anche se in ritardo, finalmente le parole che ho sempre sognato di sentirmi dire escono dalle sue labbra.
«Zoe, sono stato uno stupido prima, mi spiace tanto. È che non ho ben chiaro cosa provo, ma vederti baciare Liam mi ha mandato fuori di testa» continua senza mai abbassare lo sguardo. Poi, senza alcun preavviso, mi prende il viso tra le mani e si avventa sulle mie labbra.
Ryan Anderson mi sta baciando!
L’uomo che ha tormentato la mia mente e il mio cuore per anni mi sta baciando con una dolcezza che non so riconoscergli. Mi sta baciando e io sembro un palo per Lap Dance. Non riesco a muovermi. Dove sono i neuroni che fanno la ola solo quando mi guarda? Dove sono le farfalle nello stomaco, le budella che si attorcigliano? E le gambe di gelatina?
Ryan non perde tempo, la sua lingua trova il passaggio per osare di più. Lascio che mi divori, rispondo ai suoi movimenti, ma non riesco a desiderare altro come vorrei. Non riesco a concedere altro.
Zoe, sei una stupida!
E lo sono all’ennesima potenza.
L’uomo dei miei sogni mi sta dimostrando che mi desidera e io non provo niente.
Si stacca lentamente da me e mi guarda negli occhi. Il mio petto fa su e giù ritmicamente e riesco a percepire il suo respiro irregolare che aleggia ancora a pochi centimetri dalle mie labbra. Incatena i miei occhi azzurri ai suoi e mi sento una stupida. Non riesco a guardarlo, così distolgo lo sguardo mortificata, come se avessi commesso il peccato più ignobile. Mi porto un dito sulle labbra, che sento ancora calde e gonfie,
e non riesco a non pensare che ho commesso un errore.
Zoe, sei da ricovero.
«Mi dispiace, non avrei dovuto» mormora allontanandosi da me.
«Cosa?»
Attendo, ma lui non risponde. Si porta le mani ai capelli, in quel gesto che, fino a qualche ora fa, amavo alla follia.
«Cosa Ryan?» lo incalzo. «Ti dispiace avermi baciata o rifiutata?»
«Entrambe… Io…» Questa sua indecisione mi manda fuori di testa. D’altro canto mi dà la sicurezza di aver capito cosa voglio.
«Cosa vuoi da me, Ryan?»
«Io non lo so. Sono confuso in questo momento. Ero venuto per scusarmi per essere stato precipitoso, ma tu non c'eri…» Il suo sguardo è rivolto verso il basso e questo suo tentennare mi dà fastidio. Vorrei scuoterlo, urlargli di tutto, prenderlo a sassate, resuscitarlo da questo stato confusionale in cui si trova, ma devo prima calmare il mio istinto omicida che sta per prendere il sopravvento.
«Io vorrei…»
«Ryan, c’è poco da dire, tu non provi i miei stessi sentimenti. Mi rendo conto di essere stata precipitosa nel confessarli, però l’amore non si comanda, quando si manifesta non puoi farci niente. È come uno tsunami che ti investe e non ti lascia scampo, in men che non si dica sei stato travolto, ed è evidente che per te non è così. Tu non sei innamorato di me.»
«Io… Mi dispiace Zoe, hai ragione, non sono innamorato come vorresti, ma il bene che ti voglio è importante in egual misura. Vorrei che tu non perdessi mai la gioia che ti porti dentro. Raramente ho incontrato qualcuno che ne avesse così tanta, e
mi piacerebbe che tu fossi davvero felice. Che realizzassi tutti i tuoi sogni anche se tutto questo non include me.»
«Mi spieghi perché ti ha fatto arrabbiare che io abbia baciato Liam?»
«Perché è un idiota e tu meriti di meglio.»
«Perché mi hai baciata allora? Se sapevi già di provare solo dell’affetto per me, perché lo hai fatto? È così che mi dimostri di volermi bene?»
«Mi dispiace Zoe… io…»
Questo suo tentennare nel dire realmente cosa pensa mi fa davvero incazzare.
«Credo che tu debba andartene, Ryan.»
«Mi spiace davvero, Zoe. Non volevo complicare le cose, forse abbiamo solo bisogno di tempo per capire cosa desideriamo davvero l'uno dall'altro.»
Vorrei potergli dire che non vi è nessuna complicazione, che mi è tutto chiaro adesso. So cosa voglio e non è lui. Forse non lo è mai stato.
Muove un passo verso di me, ma io mi giro.
«Buonanotte, Zoe» mormora prima di uscire dalla mia stanza. Mi lascio cadere sul letto a peso morto.
Gli occhi fissi sul soffitto.
Quando ho preso la decisione di confessare i miei sentimenti a Ryan non potevo immaginare che la mia vita potesse essere stravolta in questo modo. Avevo persino previsto una ipotetica soluzione a un suo rifiuto, ma non era previsto un altro protagonista nel film che stavo girando nella mia testa.
Stento ancora a credere che, in una sola sera, ho baciato due ragazzi, e non due qualunque: uno era il mio eroe, colui che per anni ha fatto battere a ritmi accelerati il mio cuore, che ho sempre desiderato con ogni cellula che diventasse mio; l’altro, beh, è uno stolto che fino a pochi istanti fa odiavo, e adesso non riesco a togliermi dalla mente.
Liam O'Neal ha praticato qualche sortilegio su di me perché non mi spiego questo cambio repentino nei suoi confronti. Mentre baciavo Ryan era lui a invadere i miei pensieri. Come può un solo bacio, un semplice contatto fisico, mandare in tilt ogni parte cognitiva del cervello? Come è possibile?
La vibrazione del mio telefono mi riporta coi piedi per terra. Mi alzo per andare a prenderlo, mi guardo intorno e non lo vedo, poi mi ricordo: è caduto davanti alla porta insieme alla mia borsa e alla scarpa quando mi sono spaventata.
Prendo il cellulare proprio quando smette di vibrare. Mentre mi chiedo chi diavolo possa essere a quest’ora, il nome di Liam sparisce dallo schermo.
Liam.
Liam mi stava chiamando.
Mi porto una mano alla bocca per lo stupore e mille domande si insinuano nella mia testa.
Cos’altro vorrà dirmi? Anche lui vuole scusarsi per quello che è successo? Vorrà alleggerire i suoi sensi di colpa? Non mi stupirebbe se lo facesse, in fin dei conti è tipico di Liam. Mentre penso a lui una morsa arriva dritta allo stomaco. Dio, perché mi fa questo effetto? Non posso essermi invaghita di lui.
E se invece gli fosse successo qualcosa?
Un moto d’ansia si impossessa di me. Sto per cliccare sul tasto “richiama” quando arriva un messaggio.
“Non ti dirò che mi dispiace, perché quel bacio l’ho desiderato ardentemente. Non chiederò scusa per il mio gesto, perché non posso reprimere i miei sentimenti. Posso solo giurarti che non mi arrenderò, non dopo stasera. Assaggiarti è stato come un lasciapassare per il Paradiso. Liam.”
Rileggo il messaggio nel tentativo di capire se sto sognando oppure no. Quel “non mi arrenderò” echeggia nella mia mente in un rewind senza sosta. Lui vuole me. Non stava scherzando. Cosa faccio adesso? Devo rispondere?
“Mi piaci sul serio, Zoe Reese. Non so esattamente quando è iniziato, so solo che non riesco a smettere di pensare alla prima volta in cui i nostri sguardi si sono incrociati…"
Cosa? Quando? Perché ha lasciato il messaggio in sospeso?
"Marzo di qualche anno fa. Ci stavamo allenando per la partita contro i Bulldog della Wyandotte High school, McKinley ha sbagliato un passaggio e la palla è finita negli spalti. Mi si è fermato il cuore quando ho visto che non erano vuoti. Pensavo che la palla avesse colpito una delle ragazze venute a sostenerci, così sono corso da voi per assicurarmi che non vi foste fatte male. Quando hai allungato le braccia per ridarmi la palla e mi hai guardato dritto negli occhi, due oceani uguali ai miei, è stato come aver ricevuto il colpo di grazia. Quel brivido lungo la schiena, mai provato prima, ha perforato l’armatura che mi ero costruito negli anni e ha colpito il mio cuore. Ti ha mai detto nessuno che le tue iridi sembrano un mare in tempesta?"
Oh mio Dio! Eravamo al secondo anno e Lucy aveva iniziato a manifestare interesse per i giocatori della squadra di football. Ogni stramaledetto giorno eravamo su quegli spalti a fare il
tifo per dei ragazzi che non conoscevamo nemmeno. L’ho odiata tantissimo per quei pomeriggi inutili.
"Ho pensato che mi sentissi così solo perché ero spaventato per l’accaduto, ma il giorno dopo e quello dopo ancora, quando ti incontravo nei corridoi della scuola, o in qualunque altro posto, la sensazione era sempre la stessa. Ho capito che eri tutto ciò che avevo sempre sognato perché desideravo solo averti vicino."
Non posso crederci! Dice di aver desiderato sempre me mentre ci ha provato con mezza scuola. Non ricordo di averlo mai visto senza una sciacquetta attaccata al suo braccio. Come si può fare una cosa del genere?
“Ci ho provato, lo giuro. Ho cercato di avvicinarmi, di farti capire cosa stavo provando, ma ogni volta sembravi irraggiungibile. Sfuggente e disinteressata.”
Cosa? Come diavolo avrei potuto anche solo immaginare che a uno come lui potesse interessare una come me? Era circondato sempre dalle cheerleader e io di certo non ero alla loro altezza. Quando mi imbattevo nel loro gruppetto abbassavo lo sguardo
e tiravo dritto.
“Ho provato a dimenticarti e ho scoperto di non riuscirci. Ho cercato di frequentare le tue amiche solo per averti intorno, organizzavo le feste solo perché sapevo che avrei potuto incontrarti. Sono stato un idiota, lo so, un codardo, ma…”
Ma… cosa? Perché continua a lasciarmi questi messaggi in sospeso? Vuole farmi impazzire?
Perché confessare solo ora?
Il mio cuore sta facendo gli straordinari, divorato dall’ansia di sapere e dalla gioia di scoprire che sono sempre stata nei suoi pensieri. Non mi era mai successo di provare nulla di simile, neanche con Ryan. Eppure l’ho amato per tantissimo tempo.
Vorrei rispondergli, però ho paura che possa pretendere un nome per ciò che sento nel profondo.
“Non posso più nasconderlo, sono maledettamente cotto di te Zoe Reese.”
Che? È decisamente ubriaco, devo mettere fine a questa situazione, qualunque essa sia, perché davvero non riesco a dargli un nome. Non può fare sul serio.
Compongo il numero, ma un altro messaggio arriva.
“Amo ogni cosa di te. I tuoi maglioni extra large, le felpe dalle fantasie più svariate… la mia preferita resta quella dei Redox. Amo le tue labbra e le molteplici smorfie che riesci a fare, le
tue ciglia lunghe, la tua aria sognante, e mi fa impazzire il modo in lui leghi i capelli con qualsiasi cosa ti capiti in mano.”
Lo stupore disegnato sul mio volto sembra un quadro di Edvard Munch.
“C’è ancora tanto che non so di te: qual è il tuo gusto di gelato preferito, che genere di film ti piacciono e se adori mangiare i popcorn salati o dolci.”
«Mi piace il cioccolato, adoro le commedie romantiche e i popcorn al caramello.» Mi ritrovo a rispondere come se lui fosse qui, quando potrei digitare e, magari, farlo sorridere come lui sta facendo con me. Mi sembra di essere nella bozza di una favola, ma so che presto lo scrittore rinsavirà e cancellerà tutto quanto.
“Ci sono tante emozioni che vorrei vivere con te. Tanti segreti che vorrei scoprire e amare. Lo so che questa confessione arriva tardi, ma spero che tu possa, un giorno, darmi la possibilità di spiegarti perché non te l'ho detto prima. Nel frattempo non mi arrenderò. Voglio te Zoe.”
Quindi esiste un perché?
“Il solo pensiero che tu stia leggendo i miei messaggi e non abbia spento il telefono mi fa sperare. Non ti chiederò di sognarmi, ma sarebbe bello potersi incontrare nello stesso sogno. Buonanotte Zoe. Liam.”
Se voleva la mia resa, con questo ultimo messaggio c’è riuscito. Merda. Liam O’Neal, ti odio.
Encefalogramma piatto.
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