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Clara
Qualche settimana dopo…
DA: Romantica80
A: womansinlove.lapostadiclara@mail.it OGGETTO: Voglio solo lui!
Cara Clara, da qualche mese è finito l’idillio d’amore con il ragazzo con il quale mi frequentavo, ma non riesco proprio a dimenticarlo. Leggo da poco la tua rubrica, ma sono sicura che saprai consigliarmi al meglio. Come posso allontanarlo dai miei pensieri? Pensi sia possibile riconquistarlo?
Ti prego, aspetto un tuo consiglio, tua, Romantica80
Cara Romantica80, sai come la penso a riguardo… inutile fare giri di parole, non si può tornare indietro. Apprezza i ricordi felici con il tuo amato, ma dimenticalo; una relazione è bella finché dura, ma l’amore non è eterno. Prova con la tecnica del “chiodo scaccia chiodo”.
Buona fortuna, tienimi aggiornata! Tua, Clara
L’amore era una bella illusione, le fiabe esistevano solo nei libri per bambini. Ben detto, Clara!
Accesi la lampada di sale rosa dell’Himalaya, sì, alla fine me l’ero comprata da sola, tze! e mi prodigai nell’asana del saluto al sole. Il pancione stava cominciando a crescere e ben presto non sarei più riuscita a portare a termine tutte le posizioni di yoga che ero solita inserire nel mio allenamento quotidiano. Nonostante questo mi sentivo serena e appagata. Zia Flo aveva rimandato il suo rientro in America e aveva preso possesso dell’appartamento che un tempo era stato di Ivan. Almeno questo Eloisa ce lo doveva… non avevo più avuto molti contatti con mia sorella da quella sera, anche se si era dichiarata più di una volta pentita. L’avevo perdonata; la pace della mia anima era troppo importante per me, ma difficilmente avrei dimenticato il
dolore che mi aveva causato… nonostante questo rimaneva mia sorella e non le avrei mai impedito di fare parte della mia vita.
Ivan la settimana precedente mi aveva accompagnato al controllo e per la prima volta avevamo conosciuto il tenero disastro che avevamo creato insieme.
«Signora Bonelli, si accomodi pure, se lo desidera il signor Bonelli può rimanerle vicino.» Ero scoppiata a ridere, ma dato che Ivan non si ero affrettato a correggere l’errore del medico che erroneamente gli aveva attribuito il mio cognome, io gli avevo retto il gioco. Suonava strano pensare come per il resto del mondo potessimo sembrare a tutti gli effetti una coppia felice che stava aspettando un bambino… ma noi non eravamo come tutti gli altri, a noi la felicità era sempre e comunque negata se non proveniva dalla nostra anima…
Il ginecologo mi aveva scoperto il ventre appena arrotondato, spremendomi una generosa dose di gel congelato che mi fece drizzare i capelli sulla nuca. Brrr estratto di ghiacciaio del Monte Rosa?
Qualcosa era comparso sul monitor, non appena l’ecografo era entrato in contatto con la mia pancia. Un’ombra si era accavallata allo sfondo scuro, disegnando il contorno della testolina e la curva del piccolo corpo. Gli occhi mi si erano velati di lacrime, mentre mi rendevo conto che stavo incontrando per la prima volta quello che sarebbe stato l’amore della mia
vita. Piccolo, fragile, con le manine vicino al viso: la tenerezza incarnata.
«Si vede chiaramente il sesso, volete saperlo?» Ivan mi guardò e quando incontrai i suoi occhi mi scoprii meravigliosamente impreparata. Il sentimento che traspariva dalle sue iridi era tanto intenso da spezzarmi il fiato.
«Vuoi saperlo, amore mio?» giocava di nuovo con il fuoco… mi aveva già chiamato così una volta e anche allora quell’epiteto era uscito dalle sue labbra a favore di qualcun altro. Eppure, decisi di far cadere un velo sugli occhi della razionalità e di permettermi di sognare un poco.
«Mi piacerebbe saperlo, sì.» Il dottore annuì, sorridente.
«La gravidanza procede bene e tra cinque mesi diverrete genitori di una bella bambina.» Una bambina… una piccolina che prendesse la mia eredità di sacerdotessa dell’amore libero!
«La principessina di papà.» Ecco, perfetto, avevamo già due visioni completamente diverse dell’argomento!
Il suo cuoricino rimbombò veloce ed energico dall’ecografo, fu allora che non trattenni più le lacrime. Solo qualche secondo più tardi mi accorsi che Ivan mi stava stringendo la mano.
* * *
Ivan
Diventare padre non era sicuramente una cosa da prendere alla leggera e Ivan non l’aveva fatto. Sarebbe stato un bugiardo ad affermare che quella notizia non avesse sconvolto le fondamenta della sua esistenza o che fosse ciò che in quel momento più desiderava, ma il destino, a volte, era imprevedibilmente meraviglioso.
La cosa buffa era che Clara continuava a non volerlo! Voleva essere il compagno della madre di sua figlia con tutto se stesso e lei continuava a fare a pugni con le logiche dell’amore, senza dare spazio al sentimento che poteva leggere chiaramente nei suoi occhi! Era cocciuta quella hippie tutta pepe, ma non quanto lui! Era sicuro che l’amore libero e la libertà di coppia non le sarebbero mancate se si fosse concessa la possibilità di sperimentare con lui… sapeva avere molta fantasia in materia!
Ivan aveva già in mente un piano; avrebbe fatto in modo che Clara sentisse la sua mancanza e quando meno se lo sarebbe aspettata, avrebbe calato l’asso, dimostrandole che forse l’amore non esisteva, ma il loro “noi”, sì.
* * *
Clara
Ogni volta che incontravo Ivan mi costringevo a rimanere indifferente, dovevo mantenere quella la linea guida che avevo tracciato, basta deviazioni sul percorso. Basta Ivan Desideri nei panni dell’amante, sigh!
Quella stessa settimana avevo anche avuto un’interessante proposta di lavoro. Una piccola emittente radio presente sul territorio e che aveva potuto apprezzare le mie doti nella rubrica di Donna Today, mi aveva proposto una collaborazione per una delle programmazioni del mattino. Balliamo la Samba dalla felicità! Quello che avrei dovuto fare era semplicemente rispondere alle domande degli ascoltatori in tema d’amore; insomma quello che mi riusciva meglio. Prima di Ivan.
La cosa interessante era che a interfacciarsi con me non sarebbero state più solo le disperate gentili pulcelle afflitte dalla divin sofferenza d’amore, ma anche molti uomini… insomma il pubblico che mi era sempre mancato scrivendo per una rivista prettamente femminile. La prima settimana era passata spensierata e i quesiti che mi erano stati posti mi erano sempre risultati piuttosto
interessanti, gradevoli spunti di riflessione, insomma; il lavoro mi piaceva e mi aiutava ad arrotondare quello che era uno stipendio che presto non sarebbe servito solo a me…
Un pomeriggio stavo uscendo dalla sede della radio, baldanzosa nel mio completino arancione, arricchito con fronzoli di fettuccia scamosciata, quando mi ero imbattuta in Ivan. Non sapevo che avessero programmato un suo intervento presso quella piccola emittente, ma non mi stupiva non me l’avesse detto; non ci sentivamo da giorni se non per parlare della bambina… era in buona compagnia. Il pavone sta facendo la ruota, gli uomini non cambiano e la mia teoria regge ancora peggio di un bunker antiatomico, tze!
Oddio! Era Sabrina Calleri… la direttrice di Donna Today, la mia capa per dirlo in parole povere. La First Lady dell’editoria italiana aveva una quarantina d’anni, ma l’aspetto curato e la verve innata l’avevano presto trasformata in una mangiauomini di fama immemore. Che ora stava circuendo il nostro Ivan (mio e della mia Guru interiore, naturalmente!).
La Calleri conosceva tutti nel Jet set… avrebbe aperto a Ivan anche le poche porte che ancora erano rimaste chiuse al suo indiscusso talento; certo, nemmeno il cane muoveva la coda per nulla…
Camminai davanti a loro impettita, le braccia conserte sopra il mio morbido pancione. Sono larga, cicciosa e felicemente single, tieniti pure i tuoi tacchi 12 e la scopa su per il cu…
«Bonelli?» Santo Budda! Mi aveva vista un’unica volta qualche settimana prima, ma pareva aver ben memorizzato la mia fisionomia.
«Dottoressa Calleri, non l’avevo riconosciuta!» bluffai come il più scadente dei bari.
«Ha visto in quale piacevole compagnia mi ha sorpreso? So che vi conoscete!» che aquila! Lo sa che è il padre di mia figlia? Tacqui per il quieto vivere e perché io e Ivan avevamo convenuto fosse meglio non fare conoscere al mondo i nostri fatti privati.
«Sono estasiata che abbiate finalmente avuto occasione di incontrarvi e socializzare; se non vi dispiace vado un pochino di fretta… alla prossima!» misi un passo davanti all’altro e uscii dall’edificio. Scesi le scale dell’entrata e attesi uno, due, tre secondi; arrivai ad aspettare cinque interi minuti poi mi convinsi che Ivan non sarebbe uscito, non per la successiva ora, almeno. Non mi aveva inseguito; a dirla tutta non mi aveva nemmeno rivolto la parola! La mia guru interiore cacciò un armonioso urlo che nemmeno la cantante di The
great gig in the sky dei Pink Floyd… io semplicemente mi sentii ferita o quell’assurdo sentimento era solo gelosia?
* * *
Il giorno seguente alla radio erano tutti in gran fermento. Finalmente qualcuno aveva deciso di perseguire la propria spiritualità traendone grande beneficio? Illusa.
«Hai sentito? È la prima volta che succede! Chissà, la Calleri sarà nera! È una fortuna che qualcuno abbia udito quella conversazione in corridoio altrimenti nessuno ci avrebbe creduto!» spuntai come un fungo tra i due intenti a conversare e mi impicciai come una vera pettegola.
«Mi sono persa qualcosa?»
«Oh, ecco la Guru dell’amore! La Calleri avrà bisogno di te, aspettati una sua telefonata!» aggrottai la fronte, confusa.
«Mentre già s’immaginava sulla prossima copertina di Eva Tremila in compagnia del bel tenebroso, il pianista Desideri… non so se conosci…» vagamente, solo di vista. «Beh, si è presa un bel due di picche, proprio qui in mezzo al corridoio!» Pedro, Pedro, Pedro, Pedro Pe… praticamente il meglio di santa fe’; Pedro, Pedro, Pedro, Pedro pe… fidati di me.
No, non posso mettermi a cantare la Carrà adesso!
«Come mai? Non credevo che qualcuno potesse rifiutare Sabrina Calleri. Non uno sano di mente…» Stavo già facendo mentalmente il girotondo dell’amore con la mia Guru.
«Pare che il bel pianista abbia declinato il suo invito a cena, con annesso dopocena…» mi diede di gomito «perché già impegnato. È subito partito il “toto-fidanzata”; per ora le scommesse danno come vincente una modella svedese sbarcata da poco sulle passerelle di Milano!» trattenni un risolino. Quello stronzo ce la stava mettendo tutta per farmi innamorare; in barba all’accordo saltato con Eloisa.
Saltellai per il corridoio e raggiunsi la mia postazione, poco prima che il programma al quale collaboravo avesse inizio. Salutai gentilmente il mio pubblico e poi mi eclissai sulla mia nuvoletta, fino a quando non venni chiamata in causa.
«E ora una chiamata per la nostra Guru dell’amore, Clara, un giovane uomo pare aver bisogno del tuo aiuto!» pronto? Eccomi in pista!
«Buongiorno, chi c’è in linea?»
«Buongiorno Clara, grazie per aver accettato di regalarmi uno dei tuoi preziosi consigli.» era ironico? Sperai di no!
«Come ti chiami?» insistetti. Eppure, la conoscevo troppo bene quella voce.
«“Che cosa c’è in un nome? Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva lo stesso dolce profumo”.» Sbuffai.
«Anche se citi Shakespeare, credo che molti dei nostri ascoltatori ti abbiano riconosciuto! Ivan Desideri, signori e signore!» non me la farai questa volta, Desideri! Quel tono di voce pungente, il volersi schermare dietro frasi fatte mi aveva indispettito… che fosse davvero una modella la nuova fiamma di Ivan e io una semplice illusa?
«Buongiorno a tutti! La nostra Guru sembra conoscermi bene!» ironizzò.
«Non si finisce mai di conoscere le persone, caro Desideri! Vuoi davvero pormi un quesito o hai semplicemente sbagliato trasmissione?» il mio collega si schiarì la voce, schermando il microfono in modo che la sua voce fosse udibile solo a me.
«Non esagerare, Clara!» certo! Non sono io quella innamorata di Ivan il Terribile, che porta in grembo sua figlia e che ha gli ormoni impazziti!
«Certo che te lo voglio porre! Ho chiamato apposta!» inspirai ed espirai, unendo i polpastrelli nella posizione del Chin Mudra. I cerchiolini con le dita, per intenderci.
«Quale onore! Esprimiti, Desideri!»
«Voglio porre una domanda su di te! Hai imparato a chiudere fuori l’amore, ma ce l’hai
fatta a cancellarmi dalla tua mente, dalle tue mani, dalla tua pelle?» è impazzito, Ivan è completamente impazzito!
«Non credo sia… il luogo adatto nel quale parlare dell’argomento.»
«Io non ce l’ho fatta, Clara. Ti amo, ti fa paura, ma è così… non mi sarei “sputtanato” nell’etere davanti a centinaia di ascoltatori se non fosse così, non credi?» come si innesca l’allarme antincendio? Avrei bisogno di una bella rinfrescata al cervello e soprattutto di un diversivo per questa dichiarazione in “mondoaudizione”.
«Non crediamo alle nostre orecchie, cari ascoltatori! Una dichiarazione in piena regola è appena stata fatta attraverso il nostro programma! Chi parlava di una modella ha preso un abbaglio colossale! Ivan Desideri è innamorato di una nostra collaboratrice, la Guru dell’amore per eccellenza: Clara Bonelli!» oddio! E adesso come lo spiego alla mia orda di lettrici e ascoltatrici che mi sono innamorata? Ho bisogno di una tisana e di un bastoncino d’incenso… ho bisogno delle mie marmellate, santo Budda!
* * *
Il programma doveva finire e io ero decisamente a corto di parole… Ezio, il
conduttore si accomiatò dagli ascoltatori, senza che io riuscissi a fare il minimo intervento. Ti ama, lui ti ama. Da qualche parte dentro il cuore avevo sempre saputo che il sentimento che ci legava era vero e sincero, ma la paura di soffrire e rimanere sola mi aveva spinta a scappare. Sto sbagliando tutto? Guru, parlami! È giusto negarmi la felicità per accontentarmi di una dolce e duratura tranquillità? La Guru taceva e io ero divenuta incapace di sputare sentenze e di dare consigli tanto affrettati.
Uscii dalla radio e mi diressi alla mia auto sgangherata. Chiusi gli occhi e appoggiai la testa al volante. Mi accarezzai il pancione. Siamo solo io e te, piccola mia, è giusto darci la possibilità di essere una famiglia? Scalciò, Danae scalciò due volte e io sorrisi. Sarebbe stata meravigliosa e cocciuta, proprio come Ivan.
* * *
Pioveva fitto fitto, stilettate di pioggia gelida che bagnavano il mio cappotto, mentre mi arrampicavo sui gradini di casa. Cappero, pure il tacco rotto! Mi intrecciai alla ringhiera come una pianta rampicante.
«Sei bella come la prima volta che ti ho vista, davanti a quella porta…» deglutii a vuoto.
«Mi è venuta in testa quella porta, Ivan.»
«E a me è crollato il mondo, quando ho rischiato di perdervi.» Feci un altro gradino e lo osservai negli occhi; la sera era scesa in fretta e la penombra li rendeva profondi e scintillanti.
«Sei davvero pronto a questo, alla fedeltà, all’amore… solo io e te?»
«Sì, se lo sei anche tu. Non sacrificherei un solo istante passato con te per una scappatella con qualsiasi altra donna o modella che sia.» Era di nuovo ironico, sfoggiava quella strafottenza che mi faceva impazzire.
«Sei così urticante, Desideri; sempre a dire la cosa giusta per far capitolare le donne! Sai a quante ragazze ho consigliato di stare lontano da tipi come te?»
«È sempre dalla nostra nemesi che siamo attratti, Flower Power...» le sue mani corsero sotto il mio cappotto e mi morsi il labbro.
«Dì di sì, ti chiedo solo questo.» Di prove me ne aveva date tante, quel mascalzone vestito da rubacuori e io non avevo più voglia di oppormi a quello che sentivo. Ivan non era Lele.
La battaglia più dura che avevo dovuto affrontare nella mia vita era stata quella contro me stessa per lasciarmi andare, ma alla fine il cuore aveva vinto, come sempre.
«Sì, vediamo… forse!» Ivan si chinò su di me, catturandomi le labbra, mentre le mie mani correvano a cercare i suoi ricci. Una ola per i capelli di Ivan e per quanto mi erano mancati!
Il pancione si frappose tra noi, creando un morbido cuscino tra i nostri corpi. Ivan portò i palmi al mio ventre, appoggiando la fronte alla mia.
«Non mi sembra vero… mentirei se ti dicessi che era quello che desideravo, ma spesso è quello che non si cerca ciò di cui abbiamo più bisogno.»
«Grazie per la tua sincerità disarmante e per aver appena ammesso che non mi volevi!» lo stuzzicai, giocando volutamente con le parole. Scorretta fino al midollo, lo sai che poi te la farà pagare!
Si spostò sul mio collo, mordicchiandomi la pelle resa sensibile dal suo respiro.
«Andiamo dentro, ti dimostrerò quanto ti sbagli…» la sua voce fonda e carica di promesse mi fece rabbrividire. Vuoi che ti ricordi com’è Ivan Desideri a letto? No, grazie, ci pensa già il merlo a rammentarmi i pregi del suo impareggiabile fondoschiena! Guru, fai
silenzio! Torni sempre nel momento meno opportuno!
«Ho voglia di te, di sentire il profumo delle tue pagine, di perdermi tra le sfumature delle tue meravigliose parole, Flower Power…» aveva sempre detto che sarei potuta diventare il suo libro preferito!
Lo presi per mano e lo condussi dentro, mentre Ivan mi stava già spogliando dei vestiti fradici.
«Ti servirebbe una bella doccia calda, ma temo che non riusciremmo a entrarci entrambi, data la tua mole!» mi canzonò. Gli feci la linguaccia, mentre finivo di svestirmi, proprio lì, in piedi sull’entrata. Desideri mi osservò da sotto in su, con uno sguardo che non aveva bisogno di parole.
«Sei ancora più bella di quanto ti ricordassi.»
«E tu sei il solito stronzo, ma ti amo lo stesso.» L’avevo ammesso, finalmente!
Gli girai intorno con finta grazia, sbottonandogli la camicia bianca che spuntava da sotto la giacca e sfilando entrambe con un’unica mossa.
«E adesso… fai l’amore con me.»
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