È il mio compleanno, il primo senza di te. Sono così arrabbiata per il tuo silenzio che non puoi capire, perché altrimenti ti faresti sentire. Mi accontenterei anche solo di un refolo di vento che mi accarezza il viso o di vederti in un sogno. Ma nulla, tu resti nella tua dimensione mentre io annego nel mio dolore.
Quante prime volte devo ancora affrontare senza piangere come sto facendo ora?
«Stasera fatti bella, ti porto fuori a festeggiare» esordisce Ada mentre entra nel mio ufficio.
«Dobbiamo rimandare, vado con nonna al circolo per la lezione di yoga» le rispondo senza alzare la testa dal disegno che sto terminando.
«Oddio! Sei qui da quanto… quattro mesi, giusto?» Schiocca le dita davanti ai miei occhi per richiamare la mia attenzione. «Nonna Anja è un amore, come tutte le graziose vecchiette del circolo che frequenta, ma non sono persone con cui uscire per bere e ballare fino allo sfinimento il giorno del tuo compleanno.»
«Lo so, ma Francesco stasera ha il torneo di briscola e non può accompagnare la nonna.»
«Ma guarda un po' che coincidenza, proprio stasera la nonna è lasciata sola dal suo fidanzato.»
Mi mordicchio il labbro per cercare di trovare le parole giuste e farle capire, per l'ennesima volta, che ho ancora bisogno di tempo. Sembra che quasi nessuno riesca a capire il mio dolore, o forse sono io che non lo esprimo in maniera corretta, così da farli desistere dal dirmi come proseguire con la mia vita.
Ho letto un libro sulle cinque fasi dell'elaborazione del lutto e credo di essere in quella della depressione: il rifiuto della morte di Mik è durato il tempo di pochi giorni perché la rabbia mi ha travolta come un fiume in piena, mostrando una parte che non credevo di possedere, non in una forma così aggressiva, mentre la contrattazione è sorta con il trasferimento qui ad Amburgo ed è sollecitata dalla nonna che continua a cercare di farmi reagire per trovare un mio nuovo equilibrio. Fosse per lei dovrei smettere di trattare Logan come se fosse un semplice conoscente e riprendere da dove l'ho lasciato, iniziando con il tornare a casa, a Saint Paul.
Il mio stato di tristezza e apatia è enfatizzato anche dalla sua assenza. Molte volte avverto il bisogno di trovare conforto fra le sue braccia e di sentirmi amata in quel modo così totalizzante, come solo lui è riuscito a fare in pochi mesi. Il mio cuore non ha smesso di amarlo malgrado sia traboccante di dolore per Mik, ma so che non è giusto trascinarlo nel mio buio.
Se ripenso all'episodio avvenuto dal notaio e al dolore che traspariva in ogni sua parola, mi viene ancora male al petto. Non ha insistito per farmi cambiare idea, perché ha compreso la mia decisione, però ha messo in chiaro che tra di noi, per lui, non era finita. I primi tempi mi telefonava ogni giorno, non desistendo neppure quando, imperterrita, non gli rispondevo. Sto cercando non solo di mantenere un oceano fra noi, ma di inserire sempre più distacco emotivo, nonostante fatichi a controllare i miei sentimenti. I nostri momenti insieme sono sempre nella mia mente e ci sono delle volte in cui vorrei chiamarlo per supplicarlo di raggiungermi, perché ho bisogno di lui.
I pensieri nascono sulle spine delle rose e muoiono come lacrime di rugiada al sole ogni volta che sussurro il suo nome.
Ma resto ferma sulle mie decisioni quando gli parlo e cerco di mantenere le telefonate limitate alle questioni del dojo, che continuano a non interessarmi e, anzi, mi provocano solo fastidio.
Accidenti a Mik e alla sua decisione. Non ho avuto ancora il coraggio di aprire la sua lettera e di leggerne il contenuto. Non sono pronta, mi sento fragile e la paura che mi si spezzi di più il cuore è enorme. Però la porto sempre con me, custodita nella tasca nascosta della mia agenda. Mi sono ripromessa che, prima o poi, la leggerò.
«Venerdì vado in Italia con nonna e Francesco, ma ti giuro, stavolta sul serio, che la prossima settimana usciremo solo io e te per mangiare una pizza.»
«Wow, gioisco già al pensiero» dice con tono sarcastico. «Lascia stare la pizza, ti porterò in un locale, dove suonano musica dal vivo e si bevono fiumi di birra.»
«E se tuo marito non fosse d'accordo?»
«Impossibile, se vedermi tornare a casa un po' brilla servirà a strapparti un sorriso, sarà più che contento di sapermi fuori a far baldoria con te.» Pronuncia la frase con affetto, con una dolcezza che mi disarma. «Sai che in Italia c'è una varietà di produzione di vini incredibile? Approfitta per assaggiarne qualcuno e non dimenticare di portare una bottiglia alla tua cuginetta adorata» mi informa indicandosi.
Francesco, il fidanzato di nonna, è un insegnante di Storia in pensione e, durante i fine settimana, organizza delle particolari gite che uniscono il mistero alla bellezza storica. Nel primo mese e mezzo della mia permanenza abbiamo visitato la città e i dintorni di Amburgo, ed è riuscito a farmi amare ogni dettaglio che ha descritto, aggiungendo curiosità e aneddoti che non si trovano sui libri di scuola. A Copenaghen abbiamo ammirato il carro solare, lo scorso mese siamo andati a Praga per scovare la creatura verde, il Vodnik, sotto le arcate del Ponte Carlo e, di recente, siamo volati fino in Slovenia per esplorare, nella grotta di San Servolo, una chiesa sotterranea. Anche se il mio compleanno è oggi, fra alcuni giorni ci recheremo in Basilicata, la sua terra d'origine, per andare alla ricerca della tomba della figlia del vero conte Dracula, che si dice essere situata nella cripta della cattedrale di Acerenza. La nonna sostiene che sarà un compleanno indimenticabile.
Certo che lo sarà, è il primo senza Mik.
Una notifica sul cellulare mi distoglie dai miei pensieri. Accedo, cliccandoci direttamente sopra, e arrivo sul profilo di Logan. Ha postato una foto del giardino del dojo con in primo piano l'albero con i fūrin appesi; nella descrizione c'è scritta la parola vii Natsukashii. Cerco la traduzione su Google e mi emoziono quando scopro il significato.
Ada sbircia il mio cellulare. «Trova sempre il modo per starti vicino. Sai che stamattina ha chiamato la nonna per sapere se ieri sera avevi mangiato e per farti dare un bacio d'auguri da parte sua? Te lo recapito io.» Mi schiocca un bacio sulla guancia ed esce veloce dalla stanza, ridendo.
Di nuovo, il cellulare emette un suono e scorro il telefono per aprire la chat. C'è un video di un foglietto che ondeggia appeso a un fūrin di vetro giallo chiaro decorato con dei piccoli fiori bianchi. Riconosco la calligrafia di Logan e mi commuovo quando leggo la frase “Non smette di piovere”.
È la stessa che mi ha scritto sul palmo della mano la mattina della mia partenza, dicendomi che era una sorta di tatuaggio capace di penetrare nella mia pelle e, anche se l'inchiostro sarebbe sparito al primo lavaggio, il suo significato si sarebbe inciso nella mia anima.
“Non smette di piovere” che ho scoperto significare “Voglio stare ancora con te.”
Lascia un like o un commento, ma sii gentile, qui tutto è un dono.
i commenti sono soggetti a moderazione


