NOTE D'AMORE
Capitolo 18 di 29

Scritto il 11/08/2026
da SUSY TOMASIELLO


⏱ ~11 min · 2140 parole

Thomas

 

I nonni di Laura mi piacciono molto. Purtroppo non ho potuto conoscere i miei perciò è molto divertente ascoltare i loro battibecchi e rispondere alle loro domande senza filtri. L'affetto che provano per Laura è palese ed è anche molto dolce, mi piace perché un angelo come lei merita di avere persone che le vogliono così bene.

«Sul serio non hai mai visto "Caduta libera"?» chiede incredulo il signor Rondelli «E "L'eredità?"».

«Temo di dover rispondere di no a entrambe le domande, non amo molto la televisione».

«Conoscerai allora...»

«Smettila di fare domande stupide Dario» lo interrompe sua moglie. «Ha detto che non li conosce, mica sono tutti fissati con i quiz come te».

«Non sono fissato e comunque era solo curiosità» sbotta suo marito. La signora Rondelli risponde qualcosa, ma smetto di ascoltarla perché la mia attenzione si concentra su altro. Laura sta scendendo le scale e io sono abbagliato dalla sua bellezza.

Il vestito azzurro fa risaltare la sua abbronzatura. Mentre scende di corsa le scale, i suoi capelli neri sembrano ondeggiare insieme allo scialle che le copre a metà le spalle nude. Quando si accorge di me, i suoi occhi marroni brillano di una luce così accecante che mi sento riscaldare all'istante. Le sorrido e allungo una mano a prendere la sua, non riesco a farne a meno perché voglio sincerarmi che quello sguardo così intenso sia proprio per me e che in questo momento lei è solo mia.

«Sei bellissima»

Anche Laura sorride e il suo viso si trasforma come ogni volta che lo fa diventando, se possibile, ancora più bella.

«Grazie»

Mi porto la sua mano alle labbra e gliela bacio, il suo viso si accende di un delicato rossore che mi fa sorridere ancora più apertamente.

Il colpo di tosse di suo nonno interrompe il nostro gioco di sguardi.

«Allora, dove andate di bello stasera?»

«È una sorpresa» rispondo staccando a fatica gli occhi da Laura. «È una bellissima serata e prometto di farla divertire tanto».

«Ben detto giovanotto, mia nipote deve sorridere sempre» approva il signor Rondelli con un cenno del capo. «La prossima volta però vediamo insieme un quiz in tv, non puoi non conoscerli perché aiutano a restare informati».

«Lascia stare i quiz» sbuffa sua moglie. «La prossima volta ceniamo tutti insieme invece, cosa ne pensate?».

«La ringrazio molto» rispondo mentre Laura rivolge un caldo sorriso a sua nonna. La abbraccia e le sussurra qualcosa all'orecchio che non riesco a sentire, poi torna da me senza che la sua felicità vacilli un attimo.

«Andiamo?»

Annuisco e dopo aver salutato i suoi nonni afferro la mano di Laura e lascio che le nostre dita s'intreccino alla perfezione. Non mi è mai piaciuto tenere stretta la mano di una donna, ma adesso mi fa sentire bene, completo come non mi era mai successo. La sua presenza al mio fianco mi dona quella speranza che credevo di aver perso, adesso mi auguro solo che la mia sorpresa riesca a dimostrarglielo.

 

 

Laura

La serata ci regala una temperatura fresca. In un altro momento mi stringerei lo scialle sulle spalle avvertendo quella fresca brezza che ci accompagna nel nostro cammino; adesso invece me ne accorgo appena. Le nostre mani combaciano alla perfezione anche se la sua è più grande, avverto la sua presenza in un modo così semplice ed eloquente che non vorrei staccarmi più. È assurdo che tenersi per mano mi piaccia così tanto, ma è la pura verità.

Percorriamo Corso Reginna circondati dal calore delle persone che sono in giro a proseguire la serata. I negozi sono ancora aperti tranne qualche eccezione. Quando superiamo il negozio "Yamamai", c'è anche qualcuno che sta suonando e cantando vecchie canzoni. L'atmosfera è molto piacevole e rilassata e scorgo nello sguardo di Thomas proprio queste sensazioni. Mi sembra che stia bene stasera, ma non sono un medico e non posso dirlo con certezza anche se ho imparato a osservare i segni di affaticamento che qualche volta mostra il suo viso e stasera non gliene trovo nemmeno uno.

È vestito in semplici jeans e camicia bianca che però sembrano calzargli a pennello, la sua pelle abbronzata e il suo fisico non dimostrano nemmeno per un momento quanto sia malato e per una sera voglio illudermi che sia davvero così.

«Come si è conclusa poi la giornata tra John e Luigi?» chiedo curiosa. «Sembrano andare molto d'accordo»

«Mi fa piacere che abbia trovato un bambino della sua età con cui condividere i suoi interessi».

«Sì, ho notato che...»

«Quando ti ho detto che stasera erano abolite altre persone all'infuori di noi due» mi interrompe Thomas. «Intendevo anche nei discorsi. John è il mio argomento preferito da sempre, ma stasera ci siamo solo noi e intendo mantenere la promessa»

I suoi occhi blu mi guardano con quell'intensità che mi fa battere il cuore più forte. La presa sulla mia mano si rafforza, gli sorrido incapace di dare voce alla miriade di pensieri postivi che in questo momento girano come trottole impazzite nella mia testa. Percorriamo il lungomare senza parlare, il silenzio però non è imbarazzante come quando due persone stanno zitte nello stesso momento senza sapere cosa dire. È invece un silenzio confortante e mi piace molto.

Altre persone hanno scelto questa serata per passeggiare e respirare quest'aria di mare che non cessa mai di piacermi. La maggior parte dei lidi è ancora aperta, ci sono le giostrine per i bambini e il bar per gli adulti ancora a disposizione. Il lido la Bussola però è chiuso e aggrotto la fronte quando Thomas si ferma proprio lì davanti dove c'è solo buio.

«Siamo arrivati»

«Sai che non possiamo entrare vero?»

«I bagnanti non possono entrare» mi corregge Thomas lasciando la mia mano per prendere una chiave dalla tasca. «Gli amici del proprietario sì»

Reprimo una risata mentre apre tranquillamente e con un inchino cavalleresco mi fa entrare per prima.

Non ho ancora capito perché siamo qui. Non c'è nessuno a parte noi su questa spiaggia deserta, le uniche luci sono quelle dei lampioni per strada che ci indirizzano verso la giusta direzione sulla passerella. Thomas afferra la mia mano e mi porta verso la destra dove ci sono le rimesse delle barche. Per un attimo mi pento di aver calzato i sandali stasera, la sabbia fredda entra a contatto con i miei piedi e rende complicata la mia camminata. La mano di Thomas però m'impedisce di inciampare e fare una pessima figura, sto per chiedergli di fermarsi perché preferisco essere scalza piuttosto che camminare così in difficoltà ma dimentico le scarpe, la sabbia e ogni cosa quando mi accorgo cosa ho di fronte.

Una grande tenda bianca ricopre un ambiente di solito sotto gli occhi di tutti. All'interno sono disseminate candele ricoperte da vetri colorati che rendono l'intero posto ricco di luci e colori. Al centro c'è una lunga e grande tovaglia a quadri con sopra vari contenitori ricoperti. Non riesco a capire cosa contengono anche se dall'odore delizioso che emanano, è senz'altro gustosa roba da mangiare.

Guardo incredula il perfetto cesto da pic nic da cui spuntano due bottiglie posizionato all'angolo della tovaglia e solo adesso mi accorgo dei fiori che ci sono ovunque completando l'opera come un quadro senza difetti. Osservo ogni cosa al rallentatore quasi faticando a credere che sia tutto vero. È difficile per me riuscire a esternare ciò che provo in questo momento, ma i miei occhi non possono mentire. Mi giro a guardare Thomas e so che lui capisce quello che tento di dirgli perché l'attimo dopo mi sorride.

«Sappi che è stato un lavoro di squadra. I fiori sono ovviamente opera di Aria mentre John mi ha aiutato a scegliere cosa comprare per questo pic nic improvvisato, mi ha suggerito di comprare molte patatine perché sapeva che avresti apprezzato e mia mamma ha preparato una torta apposta per l'occasione»

«È tutto così... ho sentito Aria poco fa e non mi aveva detto niente, è davvero... non so cosa...»

«Sono contento che la mia sorpresa ti sia piaciuta» posa una mano sulla mia guancia Thomas. Il suo tocco interrompe il mio blaterale senza senso, il suo sorriso mi fa rilassare e quando mi bacia capisco che questa sorpresa è la più bella del mondo.

«Spero che tu abbia molta fame perché c'è tanta roba e non possiamo sprecarla»

Raggiungiamo l'interno della tenda e c'è qualcos'altro che i miei occhi poco attenti non hanno notato prima: uno splendido falò a lato. Appena ci avviciniamo un caldo tepore mi avvolge e mi riscalda, noto che tutto è ben protetto affinché il vento non lo spenga e non provochi danni.

«Sono molto colpita» ammetto mentre accetto la sua mano per sedermi. Il vestito che indosso non è molto comodo per questo insolito pic nic, ma in qualche modo riesco a mettermi composta e ammirare con gioia tutto quello che mi circonda.

«Avevi detto che ti mancava fare i pic nic sulla spiaggia» risponde Thomas prendendo una bottiglia dalla cesta che scopro contenere anche il ghiaccio. Versa del vino in due calici con gesti esperti e veloci e poi me ne porge uno.

«A causa mia hai saltato una festa per te importante, quindi volevo farmi perdonare»

«Non c'era niente da perdonare» mormoro commossa. Ha ricordato il mio discorso sui pic nic, ha organizzato tutto questo per me e io non mi sono mai sentita così felice. L'amore che sgorga dentro di me credo che farà scoppiare il mio povero cuore che batte ancora più forte.

«Invece sì. A noi»

Faccio tintinnare il mio calice con il suo e poi bevo un sorso di vino fresco ricambiando il suo sorriso.

«Quando hai avuto il tempo di organizzare tutto questo se hai passato il giorno con John e Luigi?» chiedo curiosa mentre Thomas comincia ad aprire qualche contenitore. Il profumo di fritto di pesce misto fritto è così forte che già sento l'acquolina in bocca, Thomas separa le due porzioni e me ne porge una molto generosa.

«Prima di Luigi ovviamente» sorride mentre mi porge dei tovagliolini di carta. «John era entusiasta di quest'idea, ho dovuto faticare parecchio per convincerlo che non poteva venire stasera a vedere la tua faccia sorpresa. Domani vorrà conoscere tutti i dettagli appena ti vedrà»

«Non vedo l'ora di ringraziarlo» sorrido mentre rubo una patatina dal piatto che Thomas ha posizionato al centro. «Adoro tutto questo»

«Ne sono contento. Volevo regalarti una serata diversa, mi sono reso conto che non siamo mai veramente usciti insieme e ci tenevo a fare le cose per bene»

«E fare le cose per bene per te vuol dire prendermi per la gola?»

«Ho solo seguito i consigli di John e a quanto pare stanno funzionando» replica divertito Thomas quando rubo l'ennesima patatina dal piatto.

«Non sono una donna che ama molto le insalate, preferisco patatine fritte ogni giorno» confesso. «Sicuramente non ci sei abituato vero? La tua ex moglie è una modella e immagino che le ragazze con cui sei uscita erano tutte magrissime e...»

«E senza importanza» m'interrompe svelto Thomas. «Non nego di aver avuto le mie esperienze. La notorietà alcune volte aiuta, ma nessuna conta come te»

Sollevo gli occhi a guardarlo specchiandomi nelle sue iridi blu profonde e intense. Mi stancherò mai di guardare quel bellissimo colore che ogni volta mi fa battere più forte il cuore?

«Credo che adesso sia arrivato il momento di fare un discorso molto serio che non abbiamo mai affrontato»

Lo stomaco mi si chiude in una morsa. So di avergli chiesto di essere sincero, mi rendo conto di essere stata io a spingerlo a parlare della sua ex moglie ma non ho nessuna voglia di ascoltare i racconti sulle sue conquiste. Per sua stessa ammissione, non sono state poche e se già mi sento in soggezione con la madre di suo figlio, non oso immaginare cosa farò se lo sento nominare altre ragazze. Apro la bocca, pronta a fermarlo ma la richiudo prontamente quando lui domanda:

«Che genere di musica ti piace?»

«Musica?» ripeto mentre la morsa allo stomaco ritorna più forte di prima.

«Sì. Non ne abbiamo mai parlato e sono curioso di conoscere i tuoi gusti musicali, quindi dimmi pure e prometto che non ti giudicherò»

Bevo un sorso di vino per prendere tempo. Non sono un'amante del vino, ma questo è frizzante oltre che essere fresco e la mia gola ne è felice.

«Scarterei subito la musica classica, quindi moderna?» suggerisce Thomas. «O magari quella vecchia che ancora oggi si ascolta, mi sembra di aver notato una vecchia radio a casa dei tuoi nonni. Scommetto che ogni tanto ascoltate la musica di un tempo, è così?»

«A volte» rispondo vaga. Indico il mio piatto e cambio discorso. «I calamari sono i miei preferiti sai? La nonna mi ha insegnato a cucinarli in molti modi, te l'ho mai detto che lei è una cuoca bravissima?»

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